Aie critica l’allontanamento della bibliotecaria che si è rifiutata di spostare libri gender nella sezione adulti

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“Come Associazione Italiana Editori non possiamo accettare censure alla libertà di espressione e siamo fortemente allarmati e preoccupati per quanto è successo”. È questo il commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (Aie), Ricardo Franco Levi, a proposito dell’allontanamento di Fabiola Bernardini, direttrice della biblioteca comunale di Todi trasferita ad altro incarico professionale perché si è rifiutata di escludere alcuni libri per ragazzi dagli scaffali.

Ricardo Franco Levi, presidente Aie (foto Ansa / Roberto Ritondale

“I libri e la lettura sono sempre un valore e come tali non possono essere censurati in alcun modo”, ha concluso Levi. “Questo è vero in qualsiasi circostanza. Lo è ancora di più se e quando la censura colpisce i ragazzi, i lettori più giovani, nell’età, quindi, in cui si devono trasmettere e consolidare l’amore e il gusto della libertà. Per questo auspichiamo e chiediamo che Fabiola Bernardini venga al più presto ricollocata nel suo lavoro originario: la biblioteca”.

Secondo quanto riporta ilfattoquotidiano.it, la bibliotecaria si è rifiutata di spostare dei libri pro-gender nella sezione adulti. Il sindaco nega che l’impiegata sia stata spostata per motivi particolari: “è un’impiegata, non la dirigente”, si tratta pertanto di “normale turnazione, consigliata anche da Anac”.