Inpgi striglia governo ed editori: una legge di sistema per uscire dall’emergenza

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“Il bilancio consuntivo 2017 dell’Inpgi è un bilancio molto semplice. E’ quello di un’azienda sana, gestita correttamente che vede i propri ricavi scendere ormai da un decennio senza poter incidere in alcun modo su questa dinamica”. Inizia così la relazione di Marina Macelloni, presidente dell’Inpgi, al bilancio 2017.

“Il dato chiave per analizzare questa dinamica – prosegue Macelloni – è quello dei rapporti di lavoro: -889 nel 2017. Negli ultimi cinque anni, un tempo tutto sommato limitato, la categoria ha perso quasi 3mila lavoratori attivi che oggi quindi sono poco più di 15mila”.

Marina Macelloni, presidente Inpgi (Foto: Primaonline.it)

Numeri, secondo Macelloni, “da vera emergenza che non mostra nessuna inversione di tendenza. In questa emergenza l’Inpgi ha continuato a fare la sua parte” con “una riforma durissima”, cercando di dare “migliori prospettive ai lavoratori autonomi della Gestione separata”, mettendo “in campo un meccanismo di dismissione del patrimonio immobiliare”.

Il punto, secondo Macelloni, è che non è “più rinviabile una legge di sistema per l’editoria che riporti al centro dell’interesse pubblico il lavoro giornalistico e la tutela di un bene prezioso garantito dall’articolo 21 della Costituzione”.

La legge sognata dall’Inpgi è una legge che “non si limiti a finanziare il processo di ristrutturazione delle aziende consentendo l’espulsione di centinaia di giornalisti ma stimoli l’emersione e la rappresentazione di tutte le forme nuove che l’informazione e la comunicazione stanno assumendo grazie all’innovazione tecnologica e all’economia digitale”.

Macelloni si rivolge anche agli editori: “in tutta Europa i professionisti discutono e cercano soluzioni per riconoscere e tutelare i nuovi modi di lavorare e le nuove professioni. E’ ora che anche il vecchio mondo dell’editoria italiana si muova in questa direzione”.

Leggi la relazione della presidente Inpgi e il bilancio consuntivo 2017 (alle pagine da 3 a 5).