Crimi: con Rete si sta superando OdG. Serve interpretare e governare i cambiamenti nati dal web

“Esiste oggi l’Ordine dei giornalisti che individua il giornalista, il soggetto che va tutelato nell’esercizio della propria professione. Questo con l’avvento della rete un po’ si sta superando e forse dobbiamo interpretare ciò che sta succedendo. Non sostengo sia giusto o sbagliato, so che qualcuno può sentirsi colpito da ciò che dico, ma è quello che accade”. Ad affermarlo il sottosegretario con delega all’editoria Vito Crimi durante il convegno ‘(In) Formare in digitale – Verso una relazione costruttiva per l’editoria’, a Roma, che tira le somme sui primi due anni dell’accordo siglato nel 2016 tra Fieg e Google.

Vito Crimi (Foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

“Quando le cose accadono anche a prescindere dalla nostra volontà di fermarle – ha aggiunto – è meglio governarle, meglio esserci. Questo non vuol dire sopprimerle o opprimerle ma navigare in questo percorso”. Secondo il sottosegretario “a tutelare il diritto di chi produce contenuti di qualità non basta la monetizzazione, dobbiamo pensare a nuovi modelli. Anche perché la rete consente a chiunque di produrli. Pensiamo agli youtuber, quanto si può definire la loro una produzione di qualità? Chi monetizza i propri contenuti con milioni di utenti va tutelato a no? Chi dice che uno youtuber è un professionista? Lo si fa sulla base del numero di utenti? Della qualità? E chi la valuta? Non è semplice individuare ciò che va tutelato con la parola qualità”.

“Come legislatori ed istituzioni dobbiamo affrontare le naturali tensioni tra titolari di diritti contrapposti e non possiamo pensare sia un tema di facile soluzione. Bisogna navigare tra la tentazione di un’eccessiva regolamentazione e un’eccessiva tendenza a lasciar fare ai soggetti coinvolti in piena autonomia”, ha spiegato. “In contesti così complessi credo che le istituzioni debbano agevolare l’iniziativa di autoregolamentazione vigilando affinché la stessa non travolga quei soggetti che non hanno la forza di far valere i propri diritti”, ha aggiunto ancora Crimi, secondo il quale, l’esempio dell’accordo tra Fieg e Google “è la migliore risposta possibile, anche se in quel caso – ha evidenziato – le istituzioni erano assenti, è stata un’iniziativa autonoma”. Alla base c’è “l’aver compreso che non basta la monetizzazione ma bisogna pensare a nuovi modelli per tutelare chi produce contenuti di qualità”.
“Oggi un editore conosce poco dei comportamenti dei propri lettori, mentre Google conosce tanto del comportamento dell’utente. Questo scambio di informazioni ha una valore anche se non è economicamente quantificabile. E’ il miglior valore aggiunto che può essere fornito agli editori”.

“Nella mia nuova veste di sottosegretario con delega all’editoria tengo in massima considerazione il rispetto del diritto di partecipazione, il confronto di tutti i soggetti interessati per cercare di tracciare tutti insieme la direzione verso la quale il sistema dell’informazione e l’editoria dovrà evolversi, con scadenze abbastanza lunghe da consentire agli attori di adeguarsi”. ha affermato ancora il sottosegretario all’editoria. Secondo Crimi “negli ultimi decenni in questo settore c’è stata una concentrazione di cambiamenti pari a tutti quelli avvenuti fino ad allora”. “Con l’avvento della rete e lo scambio peer to peer si è trasformato quello che era un settore ristretto ai titolari dei diritti e agli utilizzatori diretti in una questione che ha interessato miliardi di persone”, ha rilevato infine. “L’errore iniziale – ha concluso Crimi – è stato guardare con miopia al tema, utilizzando le stesse regole che c’erano in precedenza”.

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