Costa su Fieg-Google: accordo da 40 milioni di euro, studiamo modello di abbonamento e network di pubblicità premium

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“Il nostro accordo con Google, anche per risultati indotti, nel triennio, potrebbe valere 40 milioni di euro”. A dirlo, partendo dalle stime Fieg, il presidente della Federazione Italiana Editori Giornali Maurizio Costa al convegno ‘(In)Formare in digitale – Verso una relazione costruttiva per l’editoria’, che vuole fare il bilancio sui primi due anni dell’accordo Fieg-Google siglato nel 2016.

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Il presidente della Federazione italiana Editori Giornali, Maurizio Costa (Foto Ansa/Claudio Peri)

Stando ai numeri, 83 edizioni di 22 editori hanno potuto sfruttare l’edicola digitale di Google News per raggiungere nuovi lettori; sono state organizzate più di 180 sessioni di formazione sugli strumenti analytics, con 800 rappresentanti di 22 editori, “per conoscere meglio i nostri lettori”; quasi 2000 giornalisti sono stati formati per il digitale e oltre il 70% degli editori Fieg oggi al Trusted Copyright Removal program di Google per proteggere i propri contenuti online.

“Abbiamo trovato in Google un dialogo, che non c’era in altri interlocutori, come Facebook” ha sottolineato Costa nel corso del convegno al quale ha preso parte anche il sottosegretario con delega all’editoria, Vito Crimi. Restano però “in piedi due questioni, il riconoscimento pieno del diritto d’autore e la fiscalità. Non voglio entrare nel tema di quale sia la forma migliore di web tax, ma quello della concorrenza sleale è un tema che penso debba essere risolto”.  Ora “stiamo parlando con Google di un modello di abbonamento a periodici e quotidiani e di un network di pubblicità premium per chi investe nelle testate qualificate”.

Nella foto, da sinistra: Carlo D’Asaro Biondo e Maurizio Costa al momento della stipula dell’accordo tra Google e Fieg nel 2016

Il bilancio positivo dell’accordo è stato confermato anche da Carlo D’Asaro Biondo, presidente Emea Partnerships Google. “Una stampa libera, che abbia successo e i mezzi per sostenersi è essenziale soprattutto in epoca di fake news”, ha detto il manager, ricordando anche che Google distribuisce “12 miliardi di euro l’anno a chi offre contenuti sulle nostre piattaforme. La responsabilità di essere attori d’equilibrio è importante”.

Riguardo il copyright, D’Asaro Biondo ha detto: “dobbiamo aiutare il mercato a riconoscere come la pubblicità valga di più quando viene fatta da certe parti e a non farla arrivare su siti con contenuti fake o piratati. Negli ultimi anni abbiamo eliminato 91 mila di questi siti e più di un miliardo di link”. E a proposito della fiscalità: “Abbiamo buon rapporto con il fisco italiano”, ha precisato. “Non si tratta di dare addosso a un attore o a un altro, ma in un mondo globale, le regole preesistenti funzionano meno bene. Dobbiamo trovare un nuovo equilibrio”.