Copyright Ue, Tajani: servono regole. La verità non è la piattaforma Rousseau

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“Quando si parla bisogna conoscere le cose e quando si dice di voler difendere la libertà bisogna lavorare non per conculcare la libertà, perché così si conculca la libertà di stampa, si uccide la voce dei giornalisti, perché si mettono le piattaforme in condizione di utilizzare tutti i tipi di informazione, comprese le fake news”. Così il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani è tornato sulle dichiarazioni del ministro e vice premier Luigi Di Maio sulla riforma del copyright.

Antonio Tajani (Foto Ansa – EPA/STEPHANIE LECOCQ / POOL)

“La verità non è la piattaforma Rousseau. Noi dobbiamo dare delle regole alle piattaforme”, ha rimarcato Tajani, spiegando che la riforma messa a punto dall’Ue “è una norma che verrà approvata dal Parlamento che va nella direzione della libertà di tutti gli autori”.

“Vorrei chiedere al vice primo ministro italiano – ha aggiunto – come intende garantire gli stipendi dei giornalisti, di tutti coloro che lavorano nell’industria che produce film, che produce opere, se tutti questi prodotti vengono diffusi gratuitamente. Chi se ne occupa? Il vice primo ministro offre lui? Con il suo stipendio paga lo stipendio a tutte le persone che perderanno il lavoro?” ha concluso Tajani.