Fnsi replica a Di Maio: direttiva Ue su diritto d’autore necessaria e irrinunciabile

Dopo l’Odg e le istituzioni europee è la volta della Fnsi. Anche il sindacato dei giornalisti critica le parole del ministro del lavoro Di Maio all’Internet Day di Agi sulla direttiva Ue. “L’approvazione della direttiva europea sulla riforma del diritto d’autore, che approderà in aula a Strasburgo la prossima settimana, oltre che auspicabile, è necessaria e irrinunciabile”. Lo afferma, in una nota, Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana.

Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi (Foto Ansa/Fabio Frustaci)

A manifestare qualche perplessità erano stati i piccoli editori digitali, mentre le rappresentanze di Aie, Confindustria e Siae sono rimaste perplesse di fronte alle parole di Di Maio. “Premesso che in alcun modo sarebbero penalizzati gli utenti della rete – sostiene il segretario generale della Fnsi – si tratta di ristabilire un principio di equità e di riequilibrare il mercato dell’informazione”.

Prosegue la nota stampa: “chiedere di pagare delle royalties a chi quotidianamente saccheggia attraverso piattaforme digitali e motori di ricerca una grande quantità di informazione professionale prodotta dalle aziende editoriali, ricavando ingenti profitti dalla raccolta pubblicitaria e dalla circolazione dei dati, significa introdurre meccanismi di riequilibrio del mercato e di redistribuzione delle risorse”.

“Chi produce informazione, in Italia come nel resto d’Europa – osserva Lorusso – è un imprenditore che investe, assume giornalisti e personale dipendente e, per questo, si aspetta un ritorno in termini di fatturati e di utili. Se il prodotto giornalistico non soltanto viene messo a disposizione gratuitamente attraverso la rete, ma addirittura consente ai cosiddetti over the top di moltiplicare i profitti, esiste un problema non soltanto per le imprese che fanno informazione, costrette a ridurre il personale e a ridimensionare l’offerta di notizie, ma anche per la democrazia in generale”.

“La tenuta del sistema democratico, in Italia come in tutti gli altri Paesi europei – osserva il leader dell’Fnsi – passa attraverso la buona informazione, l’informazione professionale prodotta dai professionisti dell’informazione, non certo attraverso i tweet e i proclami su qualche social network. Tutto questo ha un costo e chi, come i motori di ricerca e le piattaforme internet, utilizza il lavoro prodotto e pagato da altri per realizzare profitti, senza peraltro pagare le tasse in Europa, è bene che venga obbligato a ‘risarcire’ o comunque a contribuire a sostenere il sistema dell’informazione professionale. L’augurio è che il Parlamento europeo approvi senza indugi la direttiva, ribadendo così che l’informazione professionale, libera e plurale è ancora uno dei pilastri su cui si fonda l’Unione”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Athesia festeggia 130 anni con il presidente della Repubblica. Ebner: ponte tra due mondi

Il Times of Malta: scoperti i mandanti dell’omicidio Daphne Caruana

Tim, Luigi Gubitosi è il nuovo amministratore delegato. Contrari i consiglieri Vivendi