Copyright: calcio (Serie A e B) e creativi (Anica, Siae, Confindustria Radio Tv) a sostegno della direttiva Ue. Critica Confindustria Digitale

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Cresce il sostegno alla direttiva Ue sul diritto d’autore in discussione a Bruxelles. Ecco cosa hanno detto le Leghe di Serie A e B, Anica, Siae, Confindustria Radio Televisioni, Pim e musicisti. Mentre protestano le Wikipedia di altre nazioni, seguendo la linea dettata dallo “sciopero” di Wikipedia Italia, nonostante le rassicurazioni della Corte Ue sul fatto che le enciclopedie online sono escluse dalle nuove regole.

Europarlamento (foto Ansa – EPA/FRED MARVAUX)

Le Leghe di Serie A e B prendono posizione a favore della direttiva sul Copyright in votazione al Parlamento europeo, per “contribuire alla diversità culturale in Europa sostenendo e proteggendo contenuti di qualità, incluso i contenuti sportivi”. “Le Leghe di Serie A e B – spiega un comunicato congiunto -, in piena condivisione con l’Associazione delle Leghe Professionistiche di Calcio Europee ‘European Leagues’, si uniscono ai maggiori rappresentanti delle industrie culturali e creative europee nella richiesta di introduzione di idonei strumenti normativi atti a contrastare il sempre più dilagante e pregiudizievole fenomeno della ‘pirateria’ e chiedono agli Onorevoli Membri del Parlamento Europeo di sostenere il mandato sul Diritto d’Autore nel Mercato Unico Digitale (Copyright Directive) che verrà votato in sessione plenaria dal Parlamento Europeo il prossimo giovedì 5 Luglio”.

I creativi dell’Unione europea hanno parlato di una “campagna cinica” da parte dei big Internet. “C’è una campagna cinica da parte delle società tech” di internet “che inondano le caselle email degli europarlamentari facendo allarmismo che la direttiva sul copyright sarebbe la fine di internet, ma vi preghiamo di notare che oggi fanno vent’anni dalla loro prima affermazione che misure sul copyright distruggerebbero internet, cosa che non è mai successa”. Così 150 rappresentanti dell’industria creativa e culturale europea, dalle associazioni di autori, giornalisti e musicisti sino a editori, produttori cinematografici e tv dei 28, tra cui per l’Italia anche Anica, Siae, Confindustria Radio Televisioni, Pim. Il settore culturale e creativo invita quindi gli eurodeputati a “confermare il mandato sul copyright nel voto in plenaria per sostenere la creazione in Europa”, che pesa per il 4,5% del pil Ue e rappresenta 12 milioni di posti di lavoro. “Abbiamo bisogno di un Internet che sia equo e sostenibile per tutti”, concludono così il loro appello in vista del voto di domani all’Europarlamento a Strasburgo.

“E’ alta la posta in gioco” della riforma Ue sul copyright, per questo “c’è una massiccia campagna di disinformazione” dove “abbiamo visto anche tentativi di manipolare la stampa così come di influenzare gli accademici”. Lo afferma l’associazione europea che raccoglie i musicisti indipendenti, Impala, chiedendo “libertà ed equità” perché gli artisti possano continuare a creare e il pubblico esplorare nuova musica, “ma non tutti nel mondo digitale giocano rispettando le regole”. Il punto è uno solo: “se sei nel business del fornire accesso alla musica, hai bisogno di una licenza da parte delle persone che la hanno creata, e devi condividere i ricavi in modo corretto”, spiega Impala, che invita a ricordare “perché i big tech e le piattaforme sono inclini ad aggrapparsi al vecchio mondo”: “dopo tutto, stanno andando benissimo nel far soldi, controllare i dati, manipolare l’opinione pubblica e non pagare le tasse”. Per questo “a loro piace il mondo digitale così com’è”. Da qui il sostegno di Impala alla riforma Ue del copyright e al voto al Pe.

Dopo l’Italia, serrata in Europa di altre edizioni di Wikipedia, per protestare contro la direttiva Ue sul copyright che dovrebbe essere votata domani dalla plenaria dell’Europarlamento. I volontari dell’enciclopedia online di Spagna, Estonia e Lettonia hanno deciso di oscurare le pagine di questi paesi, mentre c’è un banner informativo sulla direttiva sull’edizione inglese e polacca di Wikipedia.

Di diverso parere Confindustria Digitale. “La proposta di direttiva sul copyright, su cui il Parlamento europeo è chiamato a esprimersi domani, desta profonda preoccupazione in tutta la filiera, per la mancanza di una seria valutazione sugli impatti ed effetti, anche molto penalizzanti, che le nuove norme potranno avere sui tanti e diversi soggetti che compongono l’ecosistema digitale”, ha affermato Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale, spiegando di aver inviato ai parlamentari italiani a Strasburgo la richiesta “di farsi promotori in aula di un ampio e approfondito esame del testo prima di dare il via all’ulteriore iter procedurale”. “La tutela e valorizzazione del diritto d’autore è uno dei pilastri per lo sviluppo della società ed economia digitali, su cui la Federazione si adopera da anni collaborando in primis con l’Autorità per le Garanzia nelle Comunicazioni”, ha rilevato Catania. “Ma il testo della Commissione Juri presenta gravi problematicità, frutto di una discussione impostata come se ci fosse una sfida in atto tra detentori del copyright e grandi piattaforme digitali. Ma l’ecosistema digitale è molto più di questo”. Per intervenire nella contesa tra multinazionali del web e multinazionali dei contenuti, fa notare il presidente di Confindustria Digitale, “si mettono in discussione regole consolidate, rischiando di schiacciare la capacità innovativa delle imprese digitale che nella rete trovano la propria incubatrice”. Secondo Catania, “Una riforma europea del copyright è indispensabile, ma l’innovazione per esprimere il massimo delle sue energie, favorire e attrarre investimenti, ha bisogno di regole semplici nell’ambito di quadri normativi certi e strutturalmente flessibili. Attraverso cui sia possibile alternare costantemente visione e correzione di traiettoria”. “Chiediamo al legislatore il massimo impegno nella ricerca di equilibri, certo difficili e complessi, ma necessari per garantire i diritti senza bloccare l’innovazione”, ha concluso.