Reporter senza Frontiere striglia gli sponsor dei Mondiali. E cambia i loro slogan per parlare dei giornalisti russi

Le manifestazioni sportive internazionali sono dei palcoscenici irrinunciabili per i brand. Non hanno fatto certo eccezione i mondiali di Russia, che tra i partner storici della Fifa e sponsor legati alla nazione ospitante, annovera marchi che vanno da Adidas a Coca Cola, passando per Visa e Hisense.

Reporters sans frontières ha pensato di utilizzare gli slogan più popolari di alcuni di loro per veicolare un altro tipo di messaggio, questa volta non più pubblicitario, ma per mantenere viva l’attenzione sulla condizione dei giornalisti in Russia. Paese che, ricorda l’organizzazione, nella classifica sulla libertà di stampa giace al 148esimo posto su 180.

Ecco quindi che il ‘taste the feeling’ di Coca Cola si trasforma poi ‘In Russia, journalist can’t taste the feeling of freedom’ e il ‘Lovin’ it’ di McDonald’s diventa ‘In Russia, journalist can’t lovin’ it’.

“Finanziando un evento sportivo internazionale in un paese il cui governo mette a tacere i giornalisti indipendenti ed esercita un controllo sempre maggiore sui media, gli sponsor non hanno solo ottenuto spazio per i loro annunci, ma stanno anche correndo un grande rischio per la loro immagine”, ha commentato Christophe Deloire, segretario generale Rsf.
“Hanno il dovere di non lasciarsi coinvolgere, anche passivamente, nella soppressione della libertà dei media nei paesi ospitanti della Coppa del Mondo e di usare la pressione a loro disposizione, condizionando i loro finanziamenti sul rispetto della pluralità, dell’indipendenza e della libertà giornalistica”.

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