Nel 2017 il 37% degli italiani ha piratato un contenuto audiovisivo. Dati Fapav: 617 milioni di incassi mancati

Nel 2017 si è attestato al al 37% il numero di italiani che hanno piratato almeno un contenuto audiovisivo, in calo del 2% rispetto al 2016. E il fenomeno ha registrato una diminuzione soprattutto tra i più giovani.  E’ il dato positivo che emerge dall’indagine Fapav – la Federazione per la tutela dei contenuti Audiovisivi e multimediali, commissionata per il secondo anno a Ipsos, allo scopo di capire cosa è cambiato nei 12 mesi del 2017, sia in termini di incidenza del fenomeno, sia di diffusione dei contenuti ottenuti illegalmente, che delle diverse tipologie di pirateria.

La ricerca è stata presentata oggi a Roma, alla Casa del Cinema, in un evento patrocinato dal Consiglio Superiore della Magistratura, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Agcom, in un dibattito in cui sono intervenuti Luca Palamara (componente del Consiglio superiore della magistratura), Nicola Borrelli (Direttore generale cinema Mibact), Francesco Rutelli (presidente Anica), e Stan McCoy, presidente Mpa Emea. Presenti anche Giampaolo Letta (vp e ad di Medusa), Franco Siddi (Presidente Confindustria Radio Tv), Barnara Salabè (presidente e ad di Warner Bros Italia) e Paolo Marzano (presidente del comitato consultivo permanente per il diritto d’autore al Mibact).

(Elaborazione Ipsos per Fapav)

Stando ai numeri, illustrati da Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia, nel complesso sono stati più di 630 milioni gli atti di pirateria dichiarati nell’anno appena concluso, il 6% in meno rispetto al 2016.
Tuttavia se il numero di piarti adulti appare stabile (39%), è la frequenza degli atti illeciti che dimunuisce.

I film sono i contenuti piratati più spesso e dal maggir numero di persone: riguarda l’81% dei pirati (30% della popolazione italiana adulta) e oltre la metà degli atti di pirtateria (quasi 340 milioni). Il fenomeno risulta però in netto calo rispetto a 2016: -3% in termini di incidenza (era il 33% nel 2016) e -10% in termini di atti.

(Elaborazione Ipsos per Fapav)

Stabile invece l’incidenza della pirateria di serie e programmi, rispettivamente al 21 e 19%. Ma se gli atti di pirateria sulle serie confermano il trend calante dei film, si stimano in aumento quelli compiuti sui programmi tv (+10%).

La tipologia di pirateria più diffusa si conferma quella digitale che coinvolge il 33% della popolazione italiana adulta. In continua discesa l’incidenza della pirateria fisica, all’8% (-2% sul 2016), mentre risulta stabile quella della pirateria indiretta (20%).

Istruzione medio alta, internauta, lavoratore autonomo e libero professionista, consapevole di compiere un reato, il profilo del ‘pirata’ medio. Tra i giovanissimi, il 44% degli under 15 ha praticato almeno una forma di pirateria nel 2017, in calo di 7 punti rispetto al 51% registrato nel 2016.

(Elaborazione Ipsos per Fapav)

Per quanto in diminuzione, in ogni caso resta alto l’impatto economico della pirateria sulla filiera audiovisiva e sul sistema Paese, che si stima essere pari a circa 617 milioni di euro ogni anno. Rispetto al 2016 in calo del 10% in termini di fatturato.

Per l’economia italiana le ripercussioni sono invece di diversa natura: si stima oltre 1 miliardo di euro di perdita in termine di fatturato delle aziende (quindi non solo relative all’industria audiovisiva) con una incidenza sul PIL pari a 369 milioni di euro e 5700 posti di lavoro persi.

(Elaborazione Ipsos per Fapav)

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