CR7 (313 mln di follower) fa bene alla Juve, al calcio e ai media. Repubblica: inimmaginabile ricaduta

Maurizio Crossetti su Repubblica – Una fusione fra due aziende ci guadagna tutta la Serie A.
Una grande azienda che ne compra un’altra: questo è molto più di un clamoroso acquisto calcistico, è una cosa mai vista in Italia, una specie di fusione industriale globale. Un’altra dimensione. L’impero Juve, con alle spalle la Exor, una holding con un utile nel 2017 da 1,4 miliardi di euro, si annette l’impero Ronaldo: non solo il più forte, influente, seguito calciatore al mondo, ma una spaventosa macchina pubblicitaria e finanziaria.
Chi è più guardato di CR7, oggi, sul pianeta? Forse papa Francesco, ok. E poi? Ronaldo ha 313 milioni di followers, la Juventus 50 milioni.


La ricaduta di questa operazione sarà inimmaginabile. Ci guadagnerà la Juve, com’è ovvio, almeno un 20 per cento secco in più dal settore commerciale, e del resto gli abbonamenti erano stati aumentati del 30 per cento già prima dell’annuncio: oggi Andrea Agnelli potrebbe chiedere la Luna a ogni singolo tifoso, e quel tifoso gliela porterebbe perché lui, camicia fresca, zainetto e aeroplano, gli ha portato Cristiano Ronaldo. Ma ci guadagnerà tutto il nostro calcio: da ieri i diritti televisivi valgono un teorico 30 per cento in più, peccato li abbiano già venduti ma un modo per recuperare si troverà. Pensate solo alla finale della prossima Supercoppa italiana in Medio Oriente: prima era una coppetta, con CR7 è un evento da acquistare a scatola chiusa, perché dentro quella scatola c’è lui.
Negli stadi non resterà un solo posto libero, e tutti potranno vendere i biglietti della partita contro la Juve a qualunque cifra. Il nuovo presidente della Figc potrebbe essere direttamente zio Paperone, per non dire quello della Lega che è appena arrivato e già gongola, visto che la sua Confindustria del pallone è diventata in mezzo pomeriggio un affare mondiale. Quel mondo che nemmeno più ci guardava, noi poveri italiani sgangherati e fuori da tutto, prenderà atto che esistiamo eccome.
E poi il campo, passione sovrana. Se la vigilia di Juve-Napoli era un’operetta su orari di anticipi e posticipi e dispetti per decidere chi fosse favorito e chi no, adesso diventa una sfida tra Ronaldo e Ancelotti, gente che la Champions l’ha agguantata un sacco di volte. Un vortice, un tornado. Ogni sospiro di Ronaldo varrà montagne di soldi e parole, trasmissioni televisive infinite e oceani di pixel accesi sugli schermi di tutto il mondo. Solo una cosa, questo mostro di giocatore non potrà permettersi: perdere la Champions League con la nuova maglia addosso.

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