Rai: il 16 luglio incontro con i candidati al Cda sul futuro del servizio pubblico

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L’Associazione dei Dirigenti Pensionati Rai – Adprai, l’Unione Cattolica Stampa Italiana – Ucsi e Infocivica – Gruppo di Amalfi, invitano i candidati al Consiglio di Amministrazione della Rai a discutere i nodi principali per la vita dell’azienda in un incontro, che si svolgerà il 16 luglio, alle ore 17.30, a Roma presso la sala di via In Lucina 16/A (piazza del Parlamento), aperto alla partecipazione di chi è interessato al futuro del servizio pubblico a partire dai rappresentanti dei gruppi parlamentari.

“Il nuovo Consiglio, il primo eletto sulla base della legge 220/2015, eserciterà il suo mandato nel pieno di una trasformazione del panorama nazionale e mondiale dei media, all’interno del quale deve essere ridefinito il ruolo stesso del servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale”, scrivono gli organizzatori dell’incontro che mettono in fila la lunga serie di temi fondamentali e molto impegnativi che dovranno affrontare i nuovi responsabili per garantire il futuro della Rai.

(foto Olycom)

In un’assenza di indicazioni strategiche e programmatiche da parte della politica i responsabili di AdpRai, Ucsi e Infocivica, suonano l’allarme su come “piattaforme globali quali Youtube, Netflix e Facebook stanno intercettando quote crescenti della domanda di informazione e di intrattenimento”, mentre sono in corso fenomeni di concentrazione dei grandi produttori e distributori di contenuti quali Disney, Warner, Sky. Uno scenario in cui le principali televisioni in chiaro private europee rafforzano la collaborazione e progettano possibili fusioni per far valere il patrimonio cumulato di ascolti e in cui i servizi pubblici europei “rischiano di diventare nani se non reagiscono rafforzando le coproduzioni e avviando proprie piattaforme distributive” .

Come se non bastasse tra il 2020 e il 2022 si ridurrà di un terzo la banda terrestre a disposizione della diffusione televisiva con l’Italia che si contraddistingue per un grande affollamento. Una difficile transizione in cui spetta inoltre “al servizio pubblico garantire, anche attraverso il simulcasting tra diverse tecnologie, l’accesso ai programmi anche ai nuclei familiari che non potranno subito cambiare televisore o accedervi via internet”.

Al nuovo cda della Rai toccherà anche preparare un piano editoriale per “ridefinire la missione delle testate giornalistiche, la cui ripartizione riflette ancora un’idea di pluralismo nata in regime di monopolio” e’ scritto nel dettagliato esame, che avverte anche come gli standard dei costi orari di produzione e d’acquisizione dei diritti siano destinati a crescere a causa, ad esempio, della dinamica dei diritti sportivi e dei costi di produzione della grande serialità internazionale.

“In collaborazione preziosa con i produttori indipendenti e valorizzando le sue risorse interne, la Rai deve restare volano insostituibile della produzione di film, serie, documentari e animazione di livello internazionale” auspicano i rappresentanti di AdpRai, di Ucsi e di Infocivica – Gruppo di Amalfi
che si chiedono come l’azienda farà i conti con il nuovo contratto di servizio che fissa nuove, importanti e impegnative missioni per la Rai, tra cui ridefinire la sua presenza all’estero. Punto cruciale e ancora opaco è come definire la questione di obiettivi quantificabili e coerenti con le risorse da canone, da convenzioni o da pubblicità, non avendo i prossimi amministratori della Rai alcuna visibilità sulle risorse da impiegare a partire dal prossimo anno. Mancano anche gli elementi essenziali per la preparazione del nuovo piano industriale: quante risorse pubbliche, sono a disposizione integrate da quanti spazi pubblicitari vendibili?
Altro problema è che il contratto di servizio non fissa il livello degli ascolti atteso, che è “la pre-condizione più importante e più costosa per l’assolvimento di tutte le missioni di pubblico servizio”.