Antitrust: Telecom frenò la banda larga. Ora concorrenza dinamica su fibra ottica sta dando frutti

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“Nel periodo considerato tra il novembre 2011 e il maggio 2018 abbiamo comminato sanzioni per poco meno di un miliardo e mezzo di euro ed aperto più di 130 casi”. Lo ha detto il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, presentando la relazione annuale, a conclusione del suo mandato di sette anni. Nel periodo novembre 2011-maggio 2018 l’Antitrust ha irrogato sanzioni per 1,37 miliardi.

“Ogni anno della mia presidenza – ha spiegato – si è caratterizzato per un aumento dell’importo delle sanzioni irrogate rispetto all’anno precedente”. L’Autorità “ha insistito sull’importanza della funzione deterrente delle sanzioni anche in periodi di crisi”.

Pitruzzella ha rivendicato tra i nuovi obiettivi dell’autorità “il contrasto alle disuguaglianze attraverso la lotta alle rendite di posizione”, una scelta che “ha condotto, innanzitutto a un irrobustimento della politica sanzionatoria”. Le rendite di posizione, ha detto, “equivalgono a un’appropriazione di risorse da parte di chi ha un elevato potere di mercato, togliendole ad altri” e aumentano “la ricchezza degli azionisti e dei top manager”.

Giovanni Pitruzzella (Foto ANSA/ANGELO CARCONI)

Nel corso del suo intervento Pitruzzella ha sostenuto come la realizzazione della banda larga e ultralarga in Italia sia stata rallentata “anche dai comportamenti dell’incumbent, Telecom Italia, che ha il monopolio della rete in rame”. “Telecom aveva l’incentivo a sfruttare la rendita di posizione derivante dalla proprietà dell’infrastruttura di rete, difficilmente replicabile, piuttosto che a investire nella rete in fibra ottica. I concorrenti venivano sistematicamente ostacolati nell’accesso all’essential facility rappresentata dalla rete e, quindi, nell’offerta alla clientela di servizi di connessione a internet a banda larga”, ha spiegato in dettaglio Pitruzzella, aggiungendo che “per questi motivi Telecom è stata sanzionata per abuso di posizione dominande  con un’ammenda di 104 milioni di euro”, cui hanno fatto seguito le azioni dei concorrenti dirette a ottenere il risarcimento del danno subito.

“Quando si è posto fine alla possibilità di ottenere una rendita di posizione grazie alla proprietà della rete in rame – ha aggiunto – la concorrenza si è spostata sul piano dell’innovazione. Telecom ha, infatti, avviato un piano importante per la realizzazione di una rete in fibra ottica ed è nato un nuovo operatore non verticalmente integrato, Open Fiber, che ha iniziato a implementare un proprio piano di investimenti nelle reti in fibra ottica”.

“La concorrenza dinamica sta dando i suoi frutti”, ha poi affermato parlando della fibra ottica, definendola “una delle grandi sfide infrastrutturali che l’Italia sta affrontando”.  “Nel 2017 circa l’87% delle abitazioni (nel 2014 era il 32%) era raggiunto da una rete fissa di nuova generazione anche se solo il 22% aveva a disposizione reti interamente in fibra. Permane tuttavia – ha avvertito – una notevole distanza dall’Europa nell’effettivo utilizzo delle connessioni a banda larga e ultralarga da parte delle famiglie”.
Il presidente ha assicurato che “l’Antitrust continua a vigilare per assicurare che l’attuale dinamismo continui ad essere alimentato da una concorrenza che produca innovazione”.

Nel suo discorso non sono mancati riferimenti al web. C’è “uno spazio anche per le autorità nazionali” della concorrenza per vigilare “sull’immenso potere di mercato dei giganti del web – come Google, Amazon, Facebook e Apple” ha sostenuto ancora Pitruzzella, pur ricordando che per vigliare su questi colossi “entrano in gioco soprattutto i poteri della Commissione europea” a causa della dimensione dei fenomeni presi in considerazione”. Pitruzzella ha ricordato tra l’altro il procedimento, non ancora concluso, nei confronti di Facebook per possibili pratiche commerciali scorrette.

L’Antitrust ha acceso anche un faro sul “ruolo che possono svolgere gli algoritmi nel realizzare il coordinamento delle attività economiche, particolarmente dei prezzi, di imprese concorrenti”. Chiedendosi tra le altre cose “una collusione realizzata non più attraverso l’intesa tra le persone fisiche ma direttamente dalle macchine e dagli algoritmi, potrà essere sanzionata dall’antitrust e in presenza di quali condizioni”. Pitruzzella ha precisato che l’autorità “è pronta a raccogliere queste sfide” e, proprio per questo, ha recentemente svolto un concorso per selezionare esperti di algoritmi ed esperti informatici.