Cairo: per La7 stagione record. A maggio terzi in prime time. Giletti resta, Floris fino al 2024

“Siamo reduci da una stagione televisiva da record assoluto da quando La7 esiste, da 17 anni”. Lo ha detto Urbano Cairo alla presentazione dei palinsesti di La7, che con i fotografi ha scherzato: “non sono mica CR7”.

Palinesto a regime. Con il palinsesto “a regime”, ha spiegato l’editore, con ‘Non è l’Arena’ di Massimo Giletti e tutti gli altri programmi, dal 12 novembre 2017 al 17 giugno 2018, la rete ha realizzato il 3,85% di share nel totale giornata (7 di mattina-2 di notte), crescendo del 24% rispetto al periodo omologo dello scorso anno ,e il 5,11% di share con quasi 1,3 milioni di spettatori in prime time (20.30-22.30), pari al 37% in più e al sesto posto assoluto in prime time. Nelle fasce mattutine La7 si posiziona al quarto posto assoluto nelle fasce mattutine (7-9 e 9-12) rispettivamente con il 4,43% di share (+17% sul 2016/2017) e il 4,63% (+16% sul 2016/2017).

Gli ascolti, primo semestre 2018. Guardando in particolare ai dati del primo semestre 2018, l’ascolto nel totale giornata (7-2) è stato pari al 3,91% di share, +33% sull’omologo del 2017. In prime time (20.30-22-30) share media del 5,11%, dato che porta a un +46% sul 2017. “La7 a maggio é terza rete in prime time”, ha rivendicato Cairo, guardando ai dati del quinto mese dell’anno, in cui la rete ha totalizzato una share in prima serata del 6,27% (+79% sul 2017) e si è piazzata nel totale giornata con una share del 4,78% (+68% sul 2017), superando anche Italia1 e Rete4. Mentre La7d si conferma allo 0,5% di share composto da un pubblico in prevalenza giovane e femminile.

Nella foto Urbano Cairo alla presentazione dei Palinsesti di La7

Confermato Giletti. Parlando delle proposte che la rete farà nella prossima stagione e sui personaggi che saranno presenti, Cairo ha detto: “Giletti ha confermato che il prossimo anno sarà su La7”. “Con lui La7 ha triplicato gli ascolti della domenica, giornata in cui La7 era un po’ meno accesa del resto della settimana; faremo un ragionamento di lungo periodo”, ha spiegato Cairo, anticipando che Oltre a ‘Non è l’Arena’, il giornalista, farà “altri appuntamenti speciali come i ‘Gazzetta Awards’ che condurrà su La7, lasciando la sua impronta”. E su di un eventuale rinnovo contrattuale: “se vuole, il quinquennale per Giletti é pronto sul mio tavolo”.

Floris rinnova. “Con Beppe Caschetto, agente di Giovanni Floris, ci siamo visti prima della scadenza del contratto (2019) e abbiamo rinnovato per altri cinque anni fino al 2024”, ha poi annunciato ancora. “Visti anche i risultati ottenuti in questi quattro anni e in particolare nell’ultimo anno”, ha specificato Cairo. “A maggio, ha aggiunto, la media degli ascolti di diMartedì “ha raggiunto quasi il 10%”.

La concorrenza di Rete 4. A chi chiedeva cosa pensasse del riposizionamento sull’informazione di Rete4, annunciato da Mediaset, Cairo ha replicato: “La concorrenza è sempre una cosa che va accettata, è una cosa buona, che ti stimola a fare meglio e di più, ad inventarti qualcosa di nuovo, quindi ben venga”. “Benissimo, siamo qua, pronti a fronteggiare qualsiasi concorrenza”, ha ribadito, per poi aggiungere: “La7 esiste dal 2001, è andata compiendosi tassello dopo tassello. Credo che ci sia stata nella costruzione di una rete, fatta in tanti anni, una credibilità, una affidabilità, un apprezzamento dei nostri conduttori che credo sia la cosa più importante per noi”. “Non è cosi facile inventare una rete in un settore così delicato e importante”.

Nella foto Uberto Fornara, ad di Cairo Communication. e Marco Ghigliani, ad di La7

Il giornale di Mentana. Interpellato sull’idea lanciata da Enrico Mentana su Facebook di fondare un quotidiano online per dare lavoro a giovani giornalisti precari o disoccupati, Cairo ha detto: “Né Rcs né La7 possono risolvere da sole il problema della disoccupazione dei giornalisti in Italia e nemmeno Enrico Mentana può farlo. Però ha posto un tema anche a chi ci governa”.  “Con Mentana ci ho parlato e mi ha detto ‘ho fatto questo post, ma so che sei tu il mio editore, quindi qualsiasi cosa farò io la faccio con te'”, ha concluso.

Milena Gabanelli. Sul possibile ritorno in tv di Milena Gabanelli, Cairo ha spiegato: “al momento non ci sono ipotesi di averla in autunno. Abbiamo fatto qualche ragionamento insieme, ma è ancora molto embrionale”. “Ci accordammo per qualche partecipazione a trasmissione, niente di più. Adesso vediamo, ma è ancora presto per dire che Milena tornerà in tv”.

Conferme e novità. Confermati volti e programmi, a partire da Mentana (TgLa7), Floris (diMartedì), Giletti (Non è l’Arena), Lilli Gruber (Otto e mezzo), Myrta Merlino (L’aria che tira), Andrea Purgatori (Atlantide), Corrado Formigli (Piazzapulita), Zoro (Propaganda Live). Come ricorda il direttore di rete Andrea Salerno, infatti, il palinsesto ha meno di un anno di vita e non servirebbe stravolgerlo: ora ci sono programmi per cinque prime serate, tra cui la domenica con Giletti, mentre prima erano solo due.
La politica “rimane centrale”, ha dichiarato Cairo, mentre per il rinnovo di Miss Italia “siamo ai dettagli”. Giletti, inoltre, ha ricordato Cairo, fu messo sotto contratto l’anno scorso proprio dopo la presentazione dei palinsesti e “chissà che non ci siano novità, entro l’autunno, qualcosa di speciale come l’anno scorso, un asso nella manica in più”.

Sinergie col Corriere e capitolo web. Sulle sinergie con il Corriere della Sera “non ho voluto forzare la mano”, ha detto l’editore del quotidiano e dell’emittente, “ma si può fare di più; quando avviene in modo spontaneo, io lascio sempre libertà”. “C’è un tema legato a La7.it”, ha aggiunto, “è un assett che dobbiamo sviluppare di più”, magari anche “coinvolgendo giornalisti giovani” come suggerisce Mentana.
“Ad aprile il New York Times ha avuto 94 milioni di utenti unici, televisioni come la Cbs 68 milioni e la Cnn 122 milioni. Poi vedo il Corriere e La7 e vedo cose che vanno curate: il Corriere in un singolo giorno ha 2,5 milioni di utenti unici, che diventano 9,2 milioni in una settimana. La7 ha numeri molti più piccoli, 100-120mila, il rapporto è 1 a 25, in America è 0,7 a 1. Abbiamo uno spazio incredibile che dobbiamo cogliere, la Gazzetta, per esempio, ha numeri straordinari sull’online”.

I conti dell’emittente. “Dal 2014 l’ultima riga del bilancio consolidato di La7 è positiva“, ha aggiunto Cairo. “Abbiamo invertito la rotta di un’emittente che perdeva 100 milioni senza intaccare autorevolezza e qualità”. E se è presto per comunicare i dati della raccolta pubblicitaria a giugno (“siamo quotati in borsa, meglio aspettare”), Cairo sui dati 2017 ha tenuto a precisare che “c’è sempre uno sfasamento temporale tra i risultati degli ascolti e la ricaduta sulla raccolta, vediamo in autunno”.

Libertà ai conduttori. Cairo ha citato anche i risultati di una ricerca Swg secondo cui La7 risulterebbe terza come rete “top of mind”, un’emittente dove, ha detto, “la gente viene per farsi un’opinione senza lasciarsi condizionare”. E ha dichiarato: “cerco di lasciare totale autonomia ai miei conduttori” ricordando che su La7 “noi invitiamo tutti” perché “se qualcuno si vuole fare un’opinione, può farlo ascoltando tante voci”. “L’unica cosa che chiedo ai miei conduttori è di fare tutte le domande possibili, comprese quelle più scomode. Così l’interesse aumenta”.

La tv generalista non è morta. Interpellato sulle dichiarazioni di Di Maio secondo cui la tv generalista sarebbe destinata a scomparire nel giro di qualche anno sotto i colpi della concorrenza di player come Netflix, Cairo ha risposto: “non credo, se il 60% degli italiani guarda ancora in maniera continua la tv generalista non mi sembra una cosa vera; vero è che l’arrivo di nuovi canali sul DTT ha tolto ascolti, ma stiamo parlando di reti che fanno l’1, l’1,5% di share”.

Sul canone Rai. La Rai “ha risorse da canone per 1,8 miliardi e poi c’è la pubblicità e non mi sembra giusto. Noi siamo riusciti a riportare in un piccolo utile il nostro bilancio, facendo sforzi immani e tenendo tutti i dipendenti, investendo molto, facendo qualcosa di incredibile. Quindi sarebbe giusto avere delle pari opportunità”. Dalla Rai, ha aggiunto, “mi aspetto che non faccia più pubblicità”.

Remunerare il diritto d’autore. “Io non sono mai d’accordo quando parliamo di aiuti di breve periodo, sostentamenti, che non vanno va bene. Dobbiamo capire come fare ad avere dei progetti di lungo periodo. Una cosa che va fatta a livello governativo è la tutela del diritto di autore”, ha detto Cairo rispondendo alle domande dei giornalisti. “Noi abbiamo 3.600 giornalisti in Italia che scrivono pezzi che vengono saccheggiati dai social. Io credo che il diritto di autore debba essere tutelato molto di più.

Un nuovo canale per La7? “Il progetto non è certamente morto, siamo sempre attenti e cerchiamo sempre di cogliere opportunità per sviluppare nuovi giornali, e dal punto di vista televisivo avendo noi un multiplex con alcuni megabyte disponibili, stiamo vedendo che tipo di opportunità si possono cogliere”. Cairo, tuttavia, ha sottolineato, come il numero di canali in chiaro sia aumentato e dunque “lo spazio si è ristretto. Per fare un canale devi essere sicuro di raccogliere pubblicità perché viviamo di quello”.
Mentre per quanto riguarda il capitolo radio: “sono sempre stato interessato, ma al momento non ci sono possibilità e sono contento così”.

Pubblicità e gioco online. Sulla pubblicità del gioco online “avrei fatto il contrario” rispetto a quanto inserito dal governo nel decreto dignità. Lo ha detto il presidente di Cairo Communication e di Rcs, Urbano Cairo, intervenendo alla presentazione del palinsesto di La7. “Si tratta – ha detto – di un segmento già controllatissimo che rappresenta il 7% delle scommesse che si fanno in Italia”, mentre “il 93% del gioco è offline” ed è qui che sarebbe opportuno mettere più regole secondo Cairo. “Il governo – ha evidenziato – interviene sulla sola cosa che andrebbe sviluppata: se il 7% diventasse il 20% sarebbe meglio”.

 

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