Il Parlamento vota i consiglieri Rai. M5S li sceglie online, a Fi la Vigilanza, il Pd punta su Santoro o Minoli?

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Si sta sbrogliando in queste ore il rebus che dovrebbe comporre i nomi dei quattro consiglieri di amministrazione della Rai, che domani, 18 luglio, saranno votati dal Parlamento, due al Senato e due alla Camera. Una partita chiusa sul filo con un accordo complicato tra le forze di maggioranza, Lega e Movimento 5 Stelle non solo per il rinnovo dei vertici Rai, ma anche sulle presidenze di cinque commissioni e, piuttosto pesante, per la Cassa Depositi e Prestiti. Le trattative vanno comunque avanti fino all’ultimo e stasera sarà noto il risultato della votazione online dei nomi scelti dai 5 Stelle, per gli iscritti alla piattaforma Rousseau dalle 10 fino alle 19.

La sede Rai di Viale Mazzini (Foto Ansa -ALESSANDRO DI MEO)

Per le commissioni l’accordo di massima è stato trovato, dovendo spettare per prassi all’opposizione: al Pd il Copasir (comitato di controllo sui servizi segreti), e il nome più probabile è quello di Lorenzo Guerini (già vicesegretario del Pd renziano) ma non è ancora detta l’ultima parola. Forza Italia invece si è accreditata la commissione di Vigilanza sulla Rai, casella questa che ha un suo peso nello scacchiere per il controllo della tv pubblica. Qui il braccio di ferro è interno, con Maurizio Gasparri che sembrava in pole position (ma troppo legato alla legge sulla tv che porta il suo nome, al di là dei conflitti interni con Paolo Romani, escluso dai giochi) mentre al momento sembra più probabile la scelta di Alberto Barachini, ora senatore azzurro dopo essere stato portavoce di Berlusconi in campagna elettorale, giornalista Mediaset, TgCom24 e prima al Tg4 di Emilio Fede. A meno che, per non sollevare aria di conflitti di interesse, Fi non punti su altri fedelissimi dell’ex premier, Licia Ronzulli o Sestino Giacomoni.

Risolto il nodo Vigilanza, domattina le aule voteranno i due componenti del Cda che spettano al Parlamento con le nuove regole della riforma Rai voluta da Renzi, nomi a scelta sui 236 curricula pervenuti fra Camera e Senato (196 a Montecitorio, 169 a Palazzo Madama, dei quali 129 quelli inviati in entrambi i rami). Due consiglieri andranno sicuramente ai 5 Stelle, che oggi hanno votato on line sui nomi selezionati. I candidati erano Paolo Cellini, Beatrice Coletti, molto accreditata, Paolo Favale, ex dirigente dell’ufficio legale Rai licenziato dall’azienda per aver criticato i vertici in un documento, ora ha avuto conforto dalla Cassazione; molto quotata Claudia Mazzola, giornalista che per il Tg1 segue i 5 Stelle (per questo il Pd Michele Anzaldi denuncia un conflitto di interesse) ed Enrico Ventrice. Non c’è nella rosa il nome di Carlo Freccero, che potrebbe essere il candidato grillino alla presidenza Rai.

La Lega si aggiudicherà un consigliere, lasciando all’opposizione almeno un membro nel Cda, forse più che per bon ton istituzionale per pretendere poi un suo uomo o donna, ai vertici, alla direzione generale, e una figura come Fabrizio Del Noce, a cavallo fra Fi e Lega. Nel Pd fino a oggi nulla è dato per scontato: sembra però più difficile che vengano votati i consiglieri uscenti, anche se Rita Borioni è più quotata che Franco Siddi, magari i dem potrebbero sparigliare con un altro nome, per esempio Michele Santoro ma sarebbero necessari altri voti, ed è difficile che Fi ceda sul giornalista “epurato”, oppure Giovanni Minoli. Giovedì 19 sarà poi votato dai dipendenti Rai in candidato interno: se la giocano Gianluca De Matteis Tortora, (arrivato in Rai con l’ex consigliere azzurro Verro ora è sostenuto da tutti i sindacati), Roberto Laganà fondatore degli agguerriti IndigneRai, e Roberto Natale, giornalista, ex portavoce di Laura Boldrini presidente della Camera, candidato per l’Usigrai.