Fnsi-Usigrai-Odg: basta lottizzazione. Serve legge che liberi la Rai dai partiti

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Una “legge libertà” che “liberi la Rai dai partiti e il Paese dai conflitti d’interesse”. E’ quanto chiedono Fnsi, Usigrai e Ordine dei giornalisti alla vigilia del voto del Parlamento per scegliere 4 dei sette componenti del nuovo Cda della Rai, come previsto dalla riforma del 2015. “Non è una questione di nomi, di chi sceglieranno con questa votazione. Non cadiamo in questa trappola”, spiegato in una conferenza stampa nella sede della Fnsi, il segretario dell’Usigrai, Vittorio di Trapani. “La questione è che da una pessima legge non possono nascere buoni frutti e che sia una pessima legge noi lo diciamo da anni”, ha detto riferendosi alla riforma della Rai approvata dal governo Renzi.

Ma ciò che è più rilevante – ha proseguito di Trapani – “è che chi ieri ha contestato quella legge in Parlamento, oggi si appresta ad applicarla. L’avevano contestata dicendo che avrebbe portato l’azienda sotto il controllo del governo, che consentiva la spartizione politica. Oggi, invece, quelle stesse forze politiche che l’avevano contestata, si apprestano in gran fretta, prima dell’estate, ad applicarla. Si parla del governo del cambiamento? Ebbene, un cambiamento serviva: la riforma della governance. Con la stessa determinazione, con la stessa velocità del ‘decreto dignità’, si poteva fare la ‘legge libertà’, per liberare la Rai dai partiti e dai governi e liberare il Paese dai conflitti d’interesse. Se questa maggioranza avesse voluto, avrebbe potuto farlo. Evidentemente hanno scelto, in perfetta continuità con la vecchia partitocrazia, di non liberare la Rai, ma anzi di occuparla. Hanno deciso di non realizzare quel cambiamento necessario”.

 

“Queste nomine – ha poi affermato il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso – arrivano in un momento in cui intorno alla stampa si sta creando un clima pessimo. Registriamo dichiarazioni di chi predice o auspica la chiusura dei giornali o di chi mette in discussione le forme di sostegno che rispetto ad altri paesi sono minime”. “Ci si prepara a rinnovare il consiglio di amministrazione della Rai, ma non c’è nulla di nuovo sotto il sole. La spartizione sarà applicata esattamente in base a una legge approvata nella precedente legislatura”, ha aggiunto ancora Lorusso. “Si poteva evitare semplicemente cambiando la legge. Chi oggi governa e prima si trovava all’opposizione gridava contro quella legge. Ora non fa nulla per cambiarla, anzi, la applica. Ancora una volta si perde l’occasione per cambiare la Rai”. A parere di Lorusso “l’informazione libera e indipendente dà fastidio, evidentemente. La ‘legge libertà’ che chiediamo per la Rai si può fare in una settimana, quello che serve è la volontà politica”.

“Io credo che sia opportuno dar vita, nelle prossime ore, ad un osservatorio sulla Rai che faccia un’analisi e segnali eventuali allontanamenti dal servizio pubblico, dai suoi valori fondamentali”, ha suggerito il presidente Fnsi, Beppe Giulietti. “Trovo intollerabile che la Rai sia definita come un luogo dove non esistono regole. Sono frasi generiche sull’azienda, irrispettose del lavoro svolto da professionisti. Colgo l’occasione per chiedere anche ai collaboratori degli ex direttori generali Gubitosi e Campo Dall’Orto di venire qui a fare i nomi e i cognomi di quelli che hanno affondato i piani di riforma dell’azienda che erano stati preparati da quei due manager”. “Perchè così – ha rimarcato – si è impedita qualsiasi riforma della Rai. Quali sono i poteri che sono intervenuti mettendo il bastone tra le ruote? I piani non sono mai arrivati all’Usigrai o alla Fnsi. Se ora c’e’ un governo del cambiamento, sarebbe opportuno cambiare musica”.

Per Carlo Verna, presidente dell’Odg, “il servizio pubblico si difende se siamo uniti. La battaglia dei giornalisti per la Rai è antica. Per anni si è parlato di ricette possibili. Oggi chi governa – ha aggiunto Verna – ha il potere di renderla libera, ripudiando una legge sbagliata che derivava da un’altra, la legge Gasparri, ancora peggiore. Chi arriva adesso trova il pallone sul dischetto del rigore e ricordo che in alcuni casi il pallone è andato fuori dal campo in virtù del fair play. Da oggi nessuno si può più dire innocente”.