Dl Dignità, Lorusso: paradossale pensare di ridurre le indennità di licenziamento

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“L’idea che il riconoscimento di diritti fondamentali dei lavoratori possa distruggere occupazione non è modernità, come la propaganda di questi giorni vorrebbe far credere, ma rappresenta un ritorno al Medioevo. Cancellare diritti e tutele del lavoro dipendente non è flessibilità, ma significa moltiplicare la precarietà”. Ad affermarlo, in una nota, Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, commentando alcuni elementi inseriti all’interno del Decreto Dignità.

Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi (Foto Ansa/Fabio Frustaci)

“Il confronto sul Dl Dignità va condotto sui contenuti, alcuni dei quali possono essere migliorati, e non ideologizzato. Chi fa questo vuole semplicemente rendere più precario il lavoro”, ha rilevato Lorusso.
“Se è vero che l’occupazione non si crea per decreto, è innegabile che oggi nel mondo del lavoro, nell’informazione come in altri comparti, ci siano migliaia di lavoratori ai quali non vengono riconosciuti diritti, tutele, garanzie, retribuzioni dignitose perché esistono alcune leggi che hanno legalizzato la precarietà spacciandola per flessibilità”.

“La Fnsi sostiene tutte le proposte che vanno nella direzione di restituire dignità alle persone e al lavoro, a cominciare da quella che punta a inasprire i risarcimenti per i licenziamenti illegittimi”. “Su questa materia, in particolare, appare paradossale soltanto pensare di abbassare le indennità da riconoscere ai lavoratori, per la semplice ragione che risponderebbe ad un principio di civiltà il reintegro di chi è stato ingiustamente licenziato”, ha concluso Lorusso.