Di Maio: alta velocità digitale e 5G per un’Italia più smart

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Al via dialogo per estendere acceso base a internet generalizzato. “Nelle prossime settimane avvieremo un dialogo con tutti i soggetti interessati (operatori, piccole e medie imprese, consumatori) al fine di elaborare le migliori modalità di utilizzo delle risorse disponibili anche valutando azioni volte a garantire un accesso di base ad internet generalizzato”. Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, nel corso dell’audizione sulle linee programmatiche in materia di poste e telecomunicazioni in commissione Trasporti alla Camera. Che ha aggiunto: “attraverso lo sviluppo del 5g vogliamo fare dell’Italia una smart nation”.

Risorse per stimolare la domanda di internet veloce. “Vogliamo immediatamente utilizzare le risorse disponibili, pari a 1,3 mld, per stimolare la domanda di banda ultra larga”. Lo stimolo della domanda di banda ultra larga e di servizi digitali, spiega il ministro, “è essenziale per giungere in tempi brevi ad una piena digitalizzazione del Paese”.

Ultimi in classifica. Secondo il Desi Index 2018, ricorda Di Maio, sul fronte della connettività “l’Italia si colloca terz’ultima seguita solo da Croazia e Grecia. Sebbene la banda larga fissa sia disponibile per il 97% delle case dell’Ue, il 25 % di case non ha un abbonamento: nel caso dell’Italia però questo valore è al 43% quindi ben 18 punti più alto della media”.

Il ministro del Lavoro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio (Foto ANSA/ANGELO CARCONI)

Fare presto. Più in generale, spiega Di Maio, “è di vitale importanza per il nostro Paese investire sull’innovazione e sulla tecnologia. Nel futuro le infrastrutture di rete e di telecomunicazioni saranno sempre più rilevanti per essere interconnessi con tutto il mondo. Abbiamo assoluta urgenza di costruire le nostre autostrade digitali, la nostra alta velocità digitale”.

Ritardi burocrazia. “La piena realizzazione degli obiettivi della strategia italiana per la banda ultra larga è essenziale per lo sviluppo sociale ed economico del Paese”. Sul piano operativo, “registriamo come dei forti ritardi nella infrastrutturazione delle aree sono stati determinati dai ritardi nei processi per il rilascio delle autorizzazioni che riguardano molteplici istituzioni ed enti”.

Comuni in ritardo. Nell’elenco fornito dal ministro, delle strutture che rilasciano le autorizzazioni, rientrano: comuni, province, regioni, sovrintendenze, e attori quali Anas e Ferrovie dello Stato. “Vogliamo accelerare il più possibile i processi di autorizzazione, favorendo il dialogo tra i diversi livelli istituzionali coinvolti ed assicurando forme più incisive di controllo dello stato di avanzamento delle opere realizzate”, sottolinea Di Maio.

Aree grigie. Un’ulteriore attività “fondamentale” per la realizzazione della strategia nazionale riguarda la definizione della seconda parte del piano nazionale banda ultra larga, con l’intervento nelle aree grigie impegnando quindi i fondi previsti in delibera Cipe, previa ripresa del dialogo in materia con la Commissione europea. “Ci impegneremo, in questa direzione, assicurando che questa parte cruciale della
strategia nazionale venga portata a compimento”.

Strategia comune su blockchain. “Oggi manca ancora una strategia nazionale sulla tecnologia blockchain che come ministero intendiamo promuovere. Avvieremo quindi un gruppo di lavoro”. Saranno coinvolti tutti gli attori dell’ecosistema “dalle istituzioni, ai centri di ricerca, alle Università fino ad arrivare alle startup che sperimentano sul campo questa innovativa tecnologia al fine di predisporre una strategia nazionale”.

Chiudere la gara 5g. “Attraverso lo sviluppo del 5g vogliamo fare dell’Italia una smart nation favorendo la sperimentazione, l’adozione ed il rilascio di nuovi servizi e, in prospettiva, piattaforme digitali di nuova generazione”. Secondo il ministro “si prevede di chiudere la gara entro settembre 2018”. Gli introiti stimati, che si punta a contabilizzare entro la fine dell’anno, ammontano a 2,5 miliardi di euro.

Google car. “C’è tutta la nostra volontà di approfondire il piano industriale sulla mobilità elettrica” di Fca e sulle “auto senza guidatore con Google”.

Scorporo rete Tim. “Affronteremo il dossier” dello scorporo della rete Tim “per garantire la sicurezza nazionale e la sovranità”, ha spiegato il ministro, precisando che “faremo un buon lavoro se si affronterà questo tema dal punto di vista della strategicità di quelle infrastrutture”, ma se si intende fare “un’operazione economica si va fuori strada”. Per questo sul tema è stato “avviato un approfondimento per capire cosa interessa all’azienda e cosa a noi”.

“Mettiamo al centro in questa operazione la sovranità e la strategicità di quello che c’è. Allo stesso tempo noi guardiamo al modello ‘Open fiber’, ma deve essere chiaro che per lo scorporo della rete, dobbiamo capire cosa si intende, perché non è che ci stanno dando i cavi in rame che stanno sotto terra, stiamo parlando di un ‘asset’ aziendale”, ha detto Di Maio, puntualizzando: “Su questo do la parola mia e del Governo che il nostro obiettivo è affrontare il dossier per garantire la sicurezza nazionale e la sovranità del nostro Paese”.

Rai. “Come Mise metteremo in campo tutte le misure necessarie ad assicurare il rispetto del contratto di servizio” della Rai, “istituendo, in particolare: la Commissione paritetica MiSE-RAI cui sono attribuiti compiti di vigilanza sugli obblighi contrattuali; la Commissione paritetica MiSE-RAI chiamata ad elaborare le “linee guida operative che dovranno ispirare le intese con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative” che la RAI deve definire con riferimento alla “durata e ambito dei diritti di sfruttamento radiofonico, televisivo e multimediale”; il Comitato di confronto Mise-Rai competente in materia di programmazione sociale”.