Giornalisti: Mattarella incontra gli enti di categoria. Preoccupazione per attacchi all’informazione

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“I riferimenti all’articolo 21 della Costituzione, pietra angolare dell’ordinamento democratico, alla necessità di difendere la libertà di stampa e i cronisti rappresentano un richiamo autorevole per tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia delle istituzioni”. A sostenerlo gli enti di categoria dei giornalisti, riferendosi al discorso tenuto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia del Ventaglio.

Al termine Mattarella ha ricevuto il coordinatore degli enti Giovanni Negri, il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, i presidente di Cnog, Inpgi, Casagit e Fondo pensione complementare, Carlo Verna, Marina Macelloni, Daniele Cerrato ed Enrico Castelli.

I rappresentanti dei giornalisti “hanno espresso preoccupazione per gli attacchi al ruolo dell’informazione e al segreto professionale e per la perdurante crisi del settore, auspicando una riforma delle leggi di sistema”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’incontro con gli enti di categoria (foto ANSA/UFFICIO STAMPA QUIRINALE/ PAOLO GIANDOTTI)

Al presidente della Repubblica “è stata anche sottoposta la richiesta, in piena sintonia con l’Usigrai, di tutelare il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo, in queste ore al centro di operazione che, per effetto della legge approvata dal precedente Parlamento, preludono ad una spartizione di incarichi e poltrone”.

A Mattarella gli enti di categoria hanno poi chiesto anche di “valutare la possibilità di organizzare un incontro con i cronisti ripetutamente minacciati da mafie e malaffare, che spesso rappresentano la parte più esposta della professione perché si tratta di giornalisti precari costretti a lavorare senza alcuna forma di garanzia, senza il riconoscimento di alcun diritto e con retribuzioni inadeguate”.

A margine dell’incontro, la delegazione ha consegnato ai consiglieri del presidente la lettera-appello sottoscritta da numerosi giornalisti e associazioni per chiedere che sia riconosciuta la cittadinanza italiana ai due baristi romeni che si sono opposti con coraggio alle minacce e alle aggressioni di alcuni esponenti del clan Casamonica.