Crimi: preoccupa passaggio dell’Adige ad Athesia. Con posizioni dominanti a livello regionale effetti negativi sul pluralismo

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“L’acquisizione, da parte del gruppo Athesia di Bolzano, del quotidiano ‘L’Adige’ non può lasciare indifferenti”. Lo ha affermato il sottosegretario per l’Editoria Vito Crimi, commentando il passaggio di proprietà della testata diretta da Pierangelo Giovanetti, entrata a fare parte del gruppo bolzanino che edita anche ‘Trentino’ e ‘Alto Adige’.

“Con questa sortita, infatti, un’unica proprietà si ritrova ora in possesso dei quattro principali quotidiani editi e diffusi nella regione Trentino Alto Adige, oltre a Radio e Agenzie pubblicitarie”, ha rilevato Crimi in un post su Facebook. “È indubbio che questa nuova condizione provochi una forte limitazione nella garanzia del pluralismo dell’informazione”.

Vito Crimi (Foto ANSA/ORIETTA SCARDINO)

“Condivido pienamente le preoccupazioni emerse da più parti in merito a questa problematica. Attualmente la legge prevede un limite per la concentrazione delle proprietà editoriali a livello nazionale. Tuttavia non possiamo trascurare i danni che un’eccessiva concentrazione anche solo a livello regionale può arrecare all’indipendenza dell’informazione”.

“Una legge del 1987 aveva già previsto espressamente il divieto di possedere più del 50% delle testate in ambito regionale (Legge 67/1987, art. 3, comma 1, lettera b). Ma la norma è stata abrogata nel 2012 dalla Legge Gasparri”, ha rilevato ancora Crimi.

“Credo sia arrivato il momento di ripristinare quella norma, a garanzia di tutto il sistema dell’informazione”.

“Il caso del Trentino Alto Adige è solo un esempio, ma è utile per accendere un faro su una problematica che interessa tutto il Paese. L’eccessiva concentrazione della proprietà editoriale a livello regionale è un fenomeno che va monitorato ed evitato, poiché, ha concluso, ha effetti deleteri sul pluralismo dell’informazione e può provocare conseguenze pericolose nella garanzia del diritto all’informazione”.

 

Oltre a Crimi, anche Riccardo Fraccaro,  ministro per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia direttaha preso posizione contro l’accordo. “La concentrazione editoriale in Trentino-Alto Adige è del tutto inaudita e configura un monopolio dell’informazione sconcertante. L’acquisizione de l’Adige da parte del Gruppo Athesia, già proprietaria di Trentino, Alto Adige e Dolomiten, rappresenta un vulnus inaccettabile nel panorama nazionale”, ha affermato. “Il Governo interverrà al più presto per ripristinare il divieto di possedere più del 50% delle testate in ambito regionale con l’obiettivo di tutelare il diritto all’informazione dei cittadini”.

Riccardo Fraccaro (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

“Il pluralismo è essenziale per la tenuta democratica del Paese, per questo è doveroso rimediare alle attuali lacune legislative in materia. Una stessa società non può essere proprietaria di quattro dei principali quotidiani locali, oltre a radio e agenzie pubblicitarie, senza compromettere gravemente il sistema dell’informazione”.

“La libertà di stampa e l’indipendenza dai gruppi di potere vanno garantite ad ogni costo e non possono essere compromesse a colpi di operazioni finanziarie. Ripristineremo la norma sul divieto di concentrazione regionale abrogata dalla legge Gasparri affinché tutte le società editoriali si adeguino alle nuove disposizioni di legge che impediranno le posizioni dominanti, al fine di salvaguardare l’interesse”.