Rai, decisi i nuovi vertici: Fabrizio Salini ad, Marcello Foa presidente

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Il governo ha raggiunto l’accordo sulle nomine dell’ad e del presidente della Rai. Il ministro del tesoro Tria ha proposto al cdm il nominativo di Fabrizio Salini come ad Rai e Marcello Foa come consigliere di amministrazione. Quest’ultimo sarà votato dalla commissione di Vigilanza per la carica di presidente dell’azienda radiotelevisiva.

Nella foto, a sinistra Fabrizio Salini (foto Ansa); a destra Marcello Foa

“In ottemperanza alle disposizioni di legge e di statuto e a completamento delle designazioni già effettuate dal Parlamento e dall’azienda, si legge in una nota del Ministero dell’Economia, per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Rai il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha proposto al Consiglio dei Ministri i seguenti nominativi: Fabrizio Salini, indicandolo per la carica di amministratore delegato, e Marcello Foa per la carica di consigliere di amministrazione”.

L’accordo, spiegano le agenzie, sarebbe stato raggiunto prima del Consiglio dei ministri,  in un vertice a 4, con la partecipazione del Premier, i due vice e del ministro dell’Economia.

Marcello Fao  commenta così su Facebook

Fabrizio Salini
Manager con esperienza nel campo dei media e della televisione, romano, 51 anni, Fabrizio Salini, da inizio 2018 ricopriva la carica di direttore generale nella società di produzione Stand by Me. Fino a giugno 2017 è stato direttore di rete di La7, mentre dal 2014 al 2016 è stato amministratore delegato di Fox International Channels Italy, gruppo per il quale ha ricoperto il ruolo di vice president entertainment channels dal 2003 al 2011. Nel 2012 è stato nel board of directors di Switchover Media con il ruolo di head of entertainment & factual channels. L’anno successivo ha assunto la carica di vice president content per Discovery Communication Italia. Nel 2011 è stato direttore dei canali cinema e intrattenimento di Sky Italia.

Marcello Foa
Marcello Foa (foto Ilgiornale.it)

Marcello Foa
Appena designato consigliere Rai dal governo per ricoprire il ruolo di presidente di Viale Mazzini,
Marcello Foa, giornalista e scrittore, ha la cittadinanza svizzera e quella italiana, essendo nato a Milano e cresciuto a Lugano. Sposato con tre figli, è laureato in Scienze politiche all’Università degli Studi di Milano. Esperienze significative degli ultimi anni la direzione del sito web de ‘Il Giornale’ e l’incarico di direttore
generale sia di Timedia Holding Sa di Melide (Svizzera) che del Corriere del Ticino, oltre che la fondazione dell’Osservatorio Europeo di Giornalismo e dell’Observatoire arabe du journalisme. Di rilievo il
Premio delle Arti e della Cultura per il giornalismo e il Premio Poestate per i suoi romanzi e i suoi saggi.

Classe 1964, Foa, più in dettaglio, inizia la carriera nel 1984 a Lugano al quotidiano Gazzetta Ticinese e passa nel 1987 al Giornale del Popolo. Nell’89 vince il premio giornalistico Lucini per la miglior prova scritta all’esame dell’Ordine dei giornalisti per l’iscrizione all’albo dei professionisti, con una dissertazione sulla situazione politica americana. Nello stesso anno è assunto a il Giornale da Indro Montanelli con la qualifica di capo servizio e vice responsabile della redazione Esteri. Nel 1993 viene nominato
responsabile della redazione con la qualifica di caporedattore esteri. Da subito Foa ha l’opportunità di viaggiare all’estero, si occupa del processo di unificazione tedesca, viene mandato regolarmente a Mosca  dove assiste al crollo dell’Unione sovietica e alla fasi successive.

Nella seconda metà degli anni Novanta segue il processo di creazione della moneta unica europea e le trattative per l’adesione dell’Italia all’euro. E’ stato uno degli ultimi giornalisti a intervistare il  premier israeliano Ytzhak Rabin, poche settimane prima del suo assassinio. Nel corso degli anni si specializza come analista di geopolitica e geostrategia.

Mantiene la carica di caporedattore esteri fino al 2005, quando diventa inviato speciale e segue in particolare i processi elettorali negli Stati Uniti, in Germania, in Gran Bretagna, in Francia, oltre a compiere reportages economici in Italia e sulla  questione islamica sulle due sponde del Mediterraneo. Dal 2007 cura il blog indipendente ‘Il cuore del mondo’, molto seguito e selezionato per 4 anni di fila (2014- 2017) nella Top 10 di Macchianera Awards nella sezione blog politici e d’opinione. A partire dalla fine degli
anni Novanta studia e approfondisce la multimedialità e il giornalismo digitale, analizzando con anticipo l’evoluzione dell’editoria, competenze che a fine 2010 gli valgono la guida del sito  ilgiornale.it.

Nell’estate 2011 lascia il Giornale e diventa direttore generale del  gruppo editoriale Timedia Holding SA di Melide (Svizzera) e del quotidiano Corriere del Ticino, il più antico quotidiano della Svizzera Italiana, controllato da una Fondazione che dal 1891 ha come mandato la difesa della libertà di stampa e del pluralismo nella Svizzera Italiana. Un anno dopo, Foa assume anche la carica di amministratore delegato sia della Società Editrice del Corriere del Ticino SA di Muzzano (Svizzera) sia del gruppo (TImedia, in seguito mediaTI Holding, è confluito nel gruppo della Società Editrice del Corriere del Ticino SA).

Dal 2016 siede nel Consiglio d’amministrazione della WEMF, l’Istituto di ricerca che rivela e certifica tirature e lettorati di tutte le testate svizzere in rappresentanza dell’Associazione degli editori  della Svizzera Italiana, Stampa Svizzera. Nel corso della sua carriera giornalistica ha collaborato con varie testate radiotelevisive, tra le quali Bbc Radio (di cui è stato collaboratore dall’Italia per un decennio), Rai Radio 3, Rai 1, RSI. Diverse le pubblicazioni di Foa,  da ‘Gli stregoni della notizia’ ai romanzi ‘Il ragazzo del lago’ e ‘Ilbambino invisibile’, entrambi basati su storie vere. (AdnKronos)

Dura la presa di posizione di Usigrai, Fnsi e Odg su nomine Rai: “tutto come previsto”, “la rivoluzione può attendere”. E ancora: i casting? “Una sceneggiata”.

Così i commenti: Di Maio: al via rivoluzione culturale. Anzaldi (Pd): Rai militarizzata. Mulè (Fi): giudicheremo dai fatti