Innovazione nell’informazione: Casaleggio intervista Mentana (anche sul nuovo progetto editoriale)

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Partito da Torino, dopo Roma e Livorno la quarta tappa del Rousseau City Lab, il giro organizzato dall’omonima associazione che fa riferimento ai 5Stelle con l’obiettivo “di diffondere la cultura dell’innovazione, della democrazia diretta e della cittadinanza digitale e per permettere l’iscrizione alla piattaforma Rousseau”, e’ arrivato a Cesenatico dove sabato era in programma una serata dedicata ai temi dell’informazione e digitale.

Relatori Vito Crimi, sottosegretario all’Editoria, Matteo Rainisio, vicepresidente Anso, Federico Ferrazza, direttore di Wired, e la presenza piu gustosa, Enrico Mentana intervistato da Davide Casaleggio. Uno scambio di ruoli un po’ anomalo tra il direttore di La7 e il presidente della Casaleggio Associati e dell’Associazione Rousseau, ma strumentale per entrambi. Per Casaleggio un confronto utile per promuovere la sua critica all’informazione tradizionale su carta stampata e altri mezzi, quella degli editori tradizionali espressione di poteri costituiti, propagatori di fake news, pregiudizialmente contro il movimento 5 stelle, e indeboliti perche travolti dalle forme di comunicazione diretta e sulla rete. E una vetrina per Mentana per promuovere il suo progetto di un giornale on line fatto dai giovani.
L’intervista inizia con un lungo prologo di Casaleggio sui temi a lui cari raccontando la forza della rete al tempo del lancio del primo Vday di cui la stampa non si era accorta, e critiche contro giornalisti e giornali organizzatori di fake news per buttare fango.

Dalla faccia di Mentana traspare che non e’ d’accordo con le tesi di Casaleggio. E infatti quando riesce a prendere la parola, Mentana spiega che il ritardo e la sostanziale incapacità mostrata dai giornali nell’intercettare le novità politiche e sociali, “come i 5 stelle, e ancora prima la Lega e lo stesso Berlusconi, va spiegato dal fatto che la politica viene fatta nelle redazioni romane dei giornali e televisione. Il giornalismo muore dello stesso morbo che sta uccidendo la politica tradizionale cioè essere novecentesco nelle forme, negli strumenti, negli orizzonti nel retaggio culturale. Entrambi i mondi incapaci a capire i cambiamenti in atto”, dice crudele il direttore del TgLa7 che continua negando che “le fake news siano il frutto di pagamenti ai giornalisti”‎. “Non e’ così che funziona. Ci metto la faccia quando vi dico che da quando faccio il direttore, dall’autunno del 91, nessuno ha potuto dirmi parla bene o male di quello. E posso giurare che non c’e’ un prodotto in cui uno dei miei giornalisti abbia fatto un lavoro sporco”.

Casaleggio dice che “non basta che la correttezza dell’informazione dipenda  dall’etica personale del singolo giornalista e del singolo direttore”. E insiste nella contestazione di un sistema e dice che continua a vedere fake news,  notizie infanganti, sottolineando l’ l’importanza della correttezza dell’informazione e che solo la rete può garantire un’informazione diffusa e democratica. Mentana ci sta ma fino ad un certo punto: nel senso che rivendica il ruolo del giornalismo anche se con un’ottica più moderna e interpretato dai giovani e finalmente introduce il tema del progetto che sta promuovendo, quello di “un giornale on line fatto da giovani una proposta che si presenta con un elemento etico che sta nel fatto che coloro che ci seguiranno sapranno che  non e’ un giornale a scopo di lucro, ma fatto per  far lavorare i giovani, per aprire ai giovani l’informazione”.

Casaleggio non sembra commosso dall’idea dei giovani all’opera e lancia l’ ultimo tema che vuole affrontare con Mentana: quello dell’intelligenza artificiale per dimostrare alla fine che i giornalisti potranno essere sostituiti dalle macchine.
“Il premio pulitzer può vincerlo una macchina cioè l’intelligenza artificiale?” chiede provocatorio a Mentana che e’ categonico nel suo “no”. “Spero di no. E’ come se Miss Italia lo vincesse una bambola”, dice ironico. “Penso che il giornalismo debba essere di carne ed ossa”.
‎Casaleggio insiste sulla trasformazione del lavoro con l’arrivo delle nuove tecnologie. E racconta dell’ Associated Press che “ha il 20% della sua attività gestita da un oggetto di intelligenza artificiale e che il creatore di questo oggetto ipotizza che entra il 2025 possa arrivare all’80%. Il lavoro umano sarà importantissimo ma e’ evidente che non si può fermare l’evoluzione”.

Mentana insiste che “il progresso dell’umanita non deve essere il progresso sull’umanita’” e fa l’esempio della bomba atomica un vero chock “perché superava la forza umana”. E sottolinea il rischio che “l’intelligenza artificiale possa essere un tipo di bomba atomica che ci sostituisce nei centri vitali”.
Casaleggio non e’ d’accordo. E rimanda la discussione sul tema ad altri appuntamenti.
Ma la vera bomba in termini di comunicazione di cui Mentana e tutti gli interlocutori degli incontri dell’Osservatorio Rousseau dovrebbero tenere conto sono i commenti che vanno in rete contemporaneamente alla diretta dei video trasmessi degli eventi, per la maggior parte di sostenitori e fan dei 5Stelle. Nel caso dell’incontro a Cesenatico per Mentana quasi un massacro (“non e’ credibile”, “Pinocchio”, i più gentili), per Casaleggio (commenti entusiasti tipo “Grazie Davide, grazie di esistere”).