Su Foa quotidiani scatenati: Corsera: tensione Fi-Lega, Repubblica: salta tutto, Giornale: alibi per rompere…

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L’indicazione di Marcello Foa come nuovo presidente di Viale Mazzini scatena fiumi di parole sui principali quotidiani anche se a dare il via libera (o meno) alla nomina sarà la Commissione di Vigilanza convocata per il primo agosto. Necessari i due terzi dei voti, in tutto 27 su 40 totali. Lega e 5Stelle ne hanno 21, esclusi quelli del Pd che fin da subito hanno dichiarato il loro no alla nomina di Foa, ago della bilancia potrebbero essere i 7 voti dei commissari di Forza Italia.

LE REAZIONI DI PARTITI E POLITICI

“Vedo una forte volontà spartitoria. Il carattere unilaterale della proposta per la Rai, che la maggioranza ha concordato solo al proprio interno, mi sembra un pessimo segnale“, ha detto ieri Silvio Berlusconi in un’intervista sulla Stampa.

Marcello Foa (scatto tratto dal video pubblicato su Facebook)

E sulle tensioni che il nome del giornalista con cittadinanza svizzera hanno creato nel centro destra hanno puntato oggi molto quotidiani.
“Il centro destra spaccato sulla Rai” e “Il leader leghista evoca la rottura: se non lo votano stanno con il Pd” sono i titoli scelti dal Corriere della Sera per descrivere le tensioni tra Forza Italia e la Lega, sottolineando l’assenza da una parte l’assenza di aperture da Salvini per eventuali trattative, e dall’altra la convinzione dei forzisti che la nomina in Rai sia solo un pretesto. “E’ Salvini che sta rompendo, mica noi. D’altronde, noi siamo sempre stati dov’eravamo, è lui che adesso sta al governo coi grillini”, una delle frasi che il giornale sceglie per sintetizzare le tensioni politiche in cui la Rai sembra essere diventata solo la punta dell’iceberg.

Repubblica sceglie invece l’immagine del “muro contro muro” tra i due partiti “pronti a rompere sul presidente” per descrivere la situazione. “Ancora 48 ore e l’alleanza che ha segnato la politica italiana degli ultimi 25 anni, già messa a dura prova dalla scelta del governo Conte, potrebbe svanire per sempre”, scrive il giornale romano in un articolo a firma di Giovanna Vitale, in cui presenta un Salvini così determinato a non trattare perchè convinto della bontà della scelta di Foa, al punto da non rispondere nemmeno alle chiamate degli azzurri più moderati. Berlusconi secondo in quotidiano sarebbe deciso a “non farsi mettere i piedi in testa”, per evitare che si “consolidi un metodo di non coinvolgimento e mancanza di rispetto”. Perciò, scrive ‘Repubblica’ “O si ritira Foa e si ricomincia da capo, o salta tutto”.

Sulla convinzione berlusconiana che Salvini sia ostaggio del Movimento 5 Stelle punta invece La Stampa, che nella dinamica dello scontro tra i segretario della Lega e il fondatore di Forza Italia inserisce il parere di Maurizio Gasparri, che intravvede margini di una trattativa. “Magari gli propone dei nomi per la direzione del Tg1 o del Tg2 facendo finta di concordarli con lui ma si tratterebbero di nomi che già circolano e che Salvini ha già scelto per conto proprio”, ha affermato l’ex ministro delle tlc, aggiungendo però un “Ci consegneremmo all’irrilevanza”, riferendosi al destino del partito.

“Ho l’impressione che Salvini abbia volutamente usato questa scortesia per mettere Berlusconi ulteriormente all’angolo del ring”, scrive invece Sallusti sul Giornale riferendosi alla nome di Foa scelto senza interpellare il leader di Fi. “Un incidente creato ad arte per trarne ulteriori benefici” dice il direttore del quotidiano, convinto che Salvini “diversamente dagli impegni presi in campagna elettorale”, guardi a Di Maio e non a Berlusconi “come socio presente e futuro e ha necessità di scaricare definitivamente i vecchi alleati”. “Per rompere gli serve un alibi. Marcello Foa, mi spiace per lui che si sta facendo usare, è perfetto”, conclude.

A favore della nomina di Foa si è invece pronunciato La Verità, con Maurizio Belpietro. Secondo il direttore del quotidiano Foa ha i numeri per gestire la Rai. “Non solo Foa ha alle spalle un trentennio trascorso nei media – cosa che pochi tra i predecessori possono vantare – ma può fregiarsi anche di un curriculum da manager. Negli ultimi anni egli è infatti stato ai vertici di Ti media, il gruppo che oltre a editare il Corriere del Ticino ha radio, tv e siti Internet. Insomma, fra i giornalisti è uno dei pochi che oltre alle notizie sa leggere i bilanci e questo nel carrozzone della tv di Stato non dovrebbe guastare”, scrive. “La Rai non è la tv della Real casa, ma la televisione degli italiani e che a rappresentarla ci sia un signore che ha i titoli ed è equidistante dal Palazzo, anche da quello del Quirinale, non può che essere una garanzia”, aggiunge poi Belpietro, definendo tra le righe le critiche dovute ai tweet di Foa su Mattarella e vaccini come polemiche create ad hoc.

Secondo Libero, indipendentemente dalla mosse del Pd contro Foa, a sorprendere sono le reazioni di Forza Italia e Fratelli d’Italia. “Non si capisce per quale ragione dei sovranisti (o sedicenti tali) possano nutrire dubbi su Foa”, scrive Becchi. “E non si capisce neanche perché possano nutrire dei dubbi esponenti di Forza Italia: Foa ha scritto per anni non su Lotta Comunista , ma su Il Giornale (…)”. “Insomma, chi mercoledì in Vigilanza Rai vuole creare problemi a Foa all’interno del centrodestra sappia che sarebbe un colpo inferto ad un’alleanza che, sia pure formalmente, esiste ancora. Se Fi decidesse di seguire il Pd, ostacolando un candidato presentato da Salvini, farebbe un torto, del tutto ingiustificato, a quest’ultimo”.

LE REAZIONI DI PARTITI E POLITICI