Lorusso: in Rai già tempo di liste di proscrizione. Con Odg e UsigRai un dossier su quanto accade

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“Nella Rai legastellata è già tempo di liste di proscrizione. L’invettiva del vicepremier Luigi Di Maio contro “raccomandati e parassiti” lascia presagire tempi difficili per chi lavora per assicurare agli utenti un’informazione di qualità, secondo i canoni del servizio pubblico”. Lo sostiene Raffaele Lorusso, segretario della Fnsi, in un intervento pubblicato su Articolo 21.

“Il tentativo non è soltanto quello di imporre il pensiero unico, ma anche di intimidire i giornalisti Rai. Parlare di “raccomandati e parassiti” significa alimentare l’odio della rete nei confronti di chi fa informazione pubblica”.

Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi (Foto Ansa/Fabio Frustaci)

“Una notizia falsa – Di Maio è il primo a saperlo – funzionale al tentativo di far passare in secondo piano l’occupazione della governance della Rai. Il vicepremier sa bene che da dieci anni, ormai, i giornalisti Rai vengono reclutati con selezioni pubbliche, nelle quali ai partecipanti viene richiesta la laurea. Non lo stesso, invece, avviene per i membri del cda, per i quali valgono le regole della spartizione partitocratica, alla faccia di chi, nel governo, predica la trasparenza e alimenta il falso mito della democrazia digitale”.

“La combinazione di questi due fattori – meccanismi di nomina e insulti ai giornalisti da parte di membri del governo – contribuirà a far sì che l’Italia perda altre posizioni nelle classifiche internazionali sulla libertà di stampa”, sottolinea ancora Lorusso, ribadendo la determinazione della Fnsi a non permettere “che venga messa in atto un’operazione di delegittimazione dei giornalisti del servizio pubblico e si attiverà in ogni sede per denunciarla e impedirla”. “Intanto, continua, d’intesa con l’Ordine dei giornalisti e l’Usigrai, metterà a punto un dossier, con la documentazione di quanto avvenuto nelle ultime ore con le nomine e gli insulti ai giornalisti, da sottoporre agli organismi internazionali che si occupano di libertà di informazione e libertà di espressione”.