Ok dal Coni a candidatura unitaria di Cortina, Milano e Torino per i Giochi 2026. Dubbi da Sala e Appendino

Via libera unanime dal Coni alla candidatura congiunta di Cortina, Milano e Torino per le Olimpiadi invernali del 2026. Ma la strada per l’organizzazione dei giochi, per cui il masterplan del comitato olimpico nazionale prevede investimenti da 376,65 milioni di euro – con costi inferiori alle ipotesi fatte dalle singole candidature -, non sembra così semplice. Viste le resistenze manifestate da alcune delle città coinvolte.

Milano, per bocca del sindaco Giuseppe Sala ha auspicato ‘chiarezza’ dando la “disponibilità solo ad ospitare gare ed eventi ove richiesto” e ”stante le attuali condizioni, non ritiene praticabile una sua partecipazione alla governance del 2026”.
Uno stop che si unisce a tutti i dubbi espressi da Torino che avrebbe preferito di gran lunga una candidatura singola e compatta. La sindaca Chiara Appendino, si era limitata a ripassare la palla al governo: “siamo disponibili a fronte di una decisione dell’esecutivo a livello nazionale”. Per poi giudicare “incomprensibili le logiche del masterplan”. Sulla stessa linea il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino.

Nella foto: Chiara Appendino, Giuseppe Sala e Giovanni Malagò

Al momento l’unica ad aver accettato l’ipotesi di una sfida a tre sembra Cortina. “Accogliamo con gioia questa bellissima notizia: Cortina farà parte della candidatura italiana alle Olimpiadi invernali 2026”, ha commentato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

“Si tratta si una grande opportunità per il nostro paese – ha ribadito il presidente del Coni Malagò – se siamo andati avanti vuol dire che non c’è stata nessuna contrarietà da parte del Cio. Vediamo cosa succederà, ma la nostra candidatura è molto forte e vincente”. Sull’accusa di mancanza di chiarezza evidenziata dal sindaco di Milano ha puntualizzato: “il dossier che oggi è stato consegnato mi sembra estremamente chiaro. Poi c’è il tema della governance sul quale Sala ha espresso perplessità che io non posso che condividere. Ma vorrei ricordare che la governance è una cosa che si aggancia o attacca quando da candidatura si diventa comitato organizzatore. Penso che per sostenere la candidatura non ci sia un supporto migliore di quello del Coni. Poi della governance si dovranno porre il problema, ammesso che nel 2019 la candidatura diventi realtà”.

“E’ apprezzabile lo sforzo del Coni e del presidente Giovanni Malagò per dare una proposta unitaria e credibile”, ha fatto sapere l’esecutivo per bocca del sottosegretario con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti. “Il Governo si riserva di valutarla. Sosteniamo la candidatura se le città interessate rinunciano a una parte significativa di ambizioni”.

Alle perplessità delle città, si aggiungono dunque anche quelle del governo, che potrebbe iniziare già nel consiglio dei ministri di oggi a discutere del masterplan. A nutrire maggiori dubbi sembra essere il Movimento 5 Stelle, nelle cui fila si guarda all’elettorato che, in Piemonte, è già sulle barricate per il dossier Tav e che, in parte, non digerirebbe anche il sì ai Giochi. In ogni caso, come ha evidenziato Ansa  Ansa, i grillini assicurano che un eventuale “no” non sia figlio dai rapporti in passato burrascosi, tra i pentastellati e il numero uno del Coni Giovanni Malagò.

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