Rai, Laganà scrive a Mattarella: inefficaci gli atti di Foa. Gravi rischi per azienda

La autoassunzione della carica di Presidente da parte di Marcello Foa è “integralmente priva di efficacia” e “non rimane priva di gravissime conseguenze giuridiche per la società Rai”. Lo ha scritto Riccardo Laganà, consigliere in Cda Rai eletto dai dipendenti di Viale Mazzini in una lettera indirizzata al presidente Sergio Mattarella, alle altre principali cariche istituzionali del Paese e al Procuratore Generale della Corte dei conti, sottolineando che gli atti sottoposti alla firma di Foa sono “in realtà privi di qualsiasi effetto”, invitando gli organi politici ad attivarsi per risolvere la situazione di stallo.

La sede Rai di Viale Mazzini (Foto Ansa -ALESSANDRO DI MEO)

Nella lettera, che si basa su un parere legale, il consigliere ha rimarcato che la valenza giuridica del parere della Commissione di Vigilanza sulla nomina del presidente “integra un requisito di efficacia, in mancanza del quale la nomina, a fattispecie progressiva, non completa il proprio iter e rimane priva di qualsivoglia effetto insieme all’atto deliberativo originario pur adottato dal Consiglio di amministrazione della Rai”.

A seguito del parere non favorevole alla nomina di Foa – si legge ancora nella missiva, ripresa dall’agenzia Ansa – “deve ritenersi che la mancanza di efficacia nella assunzione del ruolo di Presidente cada non sul diverso ruolo formale assunto da Foa, Presidente in carica ovvero Presidente Consigliere più anziano, bensì in relazione alla veste sostanziale di rappresentante legale della società in qualunque modo espletato”.

Riccardo Laganà (foto IndigneRai)

Riccardo Laganà (foto IndigneRai)

“Né obiezione potrebbe porsi rilevando che una società per azioni, come è anche la Rai, non possa avviare la nuova Governance in assenza del suo rappresentante legale, poiché, a tacere della figura, pienamente operativa, di un amministratore delegato pressoché plenipotenziario, vi sarebbe pur sempre la possibilità di far ricoprire la detta carica al Consigliere più anziano, però scelto tra i componenti non destinatari di parere sfavorevole da parte della Vigilanza”.

Laganà ha rilevato dunque “il pericolo, da prevenire prima che la questione sia sottoposta alla competente Autorità giudiziaria, che tutti gli atti sottoposti alla firma di Marcello Foa, in qualità di Consigliere più anziano con funzioni di Presidente, siano in realtà privi di qualsiasi effetto, con gravissimo danno per la Rai sia come Società sia come Concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, danno produttivo di correlativa responsabilità per il profilo strettamente societario, per il profilo erariale, per il profilo politico, per quel che più conta, considerato l’innegabile status istituzionale della Rai.

In conclusione, Laganà ha poi espresso “la più sincera preoccupazione circa i pericoli prospettati e si invitano sommessamente i destinatari in indirizzo ad attivare gli strumenti politici, istituzionali, giuridici affinché l’organo di amministrazione della Rai dia seguito, in senso sostanziale e non formale, al parere della Commissione bicamerale Rai”.

L’iniziativa del consigliere Rai ha trovato subito l’appoggio di Fnsi e Usigrai, che, in una nota congiunta hanno definito “pienamente condivisibili le considerazioni fatte”.
“La situazione di stallo in cui è costretta la Rai rischia di esporre l’azienda a pesanti danni, anche dal punto di vista erariale”, hanno rilevato le due sigle sindacali.
“E’ assolutamente indispensabile che il Consiglio di Amministrazione si convochi con urgenza per dare alla Rai un presidente di garanzia”.

Da sinistra: Raffaele Lorusso, Vittorio Di Trapani e Giuseppe Giulietti

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