Attacchi web a Mattarella: la procura di Roma apre un’inchiesta

Attentato alla libertà del presidente della Repubblica e offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato. Questi i reati per i quali procede la Procura di Roma nel fascicolo avviato sui presunti attacchi web a Sergio Mattarella avvenuti nel maggio scorso, dietro i quali si sospetta possa esserci l’azione di troll russi.

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Racanelli e dal pm Eugenio Albamonte (reati informatici e antiterrorismo), è stata avviata alla luce dell’informativa della polizia Postale. Nel procedimento si ipotizza anche il reato di sostituzione di persona in relazione agli oltre 400 profili twitter, tutti riconducibili ad un’unica origine, comparsi sui social network la notte tra il 27 e il 28 maggio scorso.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parla ai giornalisti al Quirinale, Roma, 27 maggio 2018. ANSA/FABIO FRUSTACI

Il presidente della Repubblica Sergio (foto ANSA/FABIO FRUSTACI)

Da quei profili partirono migliaia di messaggi di insulti e inviti alle dimissioni nei confronti del Presidente della Repubblica, nella fase di formazione del nuovo governo. Se sembra probabile che dietro tutto ci sia stata una regia unica, è da verificare l’ipotesi che si tratti di operatori russi specializzati in troll. In base alle prime verifiche i falsi profili sarebbero stati creati da server esteri, in particolare estoni e israeliani, anche se questo non significherebbe che sono effettivamente partiti da quegli Stati.

Sul caso intanto è partita anche l’indagine del Copasir, il Comitato per la sicurezza della Repubblica, guidato dal deputato dem Lorenzo Guerini, con all’ordine del giorno c’è l’audizione di Alessandro Pansa, direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis).

 

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