Rai, la Vigilanza al Cda: indicare un nuovo presidente. No a nomine di direttori

Una lettera al Cda Rai con l’invito, alla luce dei pareri legali raccolti, a procedere al più presto con l’indicazione del presidente e ad astenersi, nel frattempo, dal compiere atti al di fuori dell’ordinaria amministrazione. E’ questa la conclusione cui è arrivato l’ufficio di presidenza della Commissione di Vigilanza Rai che si è riunito questa mattina.

Il mandato al presidente della bicamerale Alberto Barachini di scrivere al Cda di Viale Mazzini è stato dato all’unanimatà.

Il presidente della Vigilanza Rai, Alberto Barachini (foto ANSA/CLAUDIO PERI)

Allegati alla missiva – inviata per conoscenza ai Presidenti delle Camere e al ministro dell’economia e delle finanze –  i pareri dei giuristi interpellati (Beniamino Caravita di Toritto, Bruno Del Vecchio e Luigi Principato), secondo cui l’attuale  Cda non è operativo e pertanto non è abilitato a prendere nessuna decisione. Per cui ogni responsabilità per qualsiasi atto sarà dei consiglieri.

Toccherà ora al consiglio di amministrazione di Viale Mazzini, convocato per domani alle 16, dare una risposta. A dimostrazione che la Vigilanza è pronta a portare avanti il suo compito, per la prima volta è convocata in maniera permanente. E, se anche il 15 agosto il Cda decidesse il nome di un nuovo candidato alla presidenza, la bicamerale, già il giorno successivo sarebbe pronta per votarlo.

Di seguito il testo della lettera del presidente Barachini, inviata al Cda Rai e per conoscenza ai presidenti di Camera e Senato e al ministro Tria:
“Gentile Consigliere, nella riunione odierna dell’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi della Commissione che mi onoro di presiedere, si e’ svolta un’articolata discussione e valutazione in merito alla situazione venutasi a creare per effetto del parere vincolante sulla nomina del presidente del Consiglio di Amministrazione della Rai, parere che nella seduta del 1 agosto scorso non ha raggiunto la maggioranza dei due terzi dei componenti, prescritta dall’articolo 49 del decreto legislativo n. 177 del 2005”.

“Nell’ambito dei poteri di direttiva, indirizzo e vigilanza che competono alla Commissione, a partire dalla legge istitutiva n. 103 del 1975 e confermati nella successiva evoluzione legislativa fino, da ultimo, alla legge n. 220 del 2015, sentito l’Ufficio di Presidenza, le rappresento alcune specifiche indicazioni. Mi riferisco, in primo luogo, alla necessita’ inderogabile di un’applicazione delle disposizioni contenute nell’articolo 22.2 dello Statuto della Rai che assegna poteri e funzioni oggettivamente circoscritti e non dilatabili al consigliere piu’ anziano di eta’ in mancanza di un presidente e di un vicepresidente”.

“Peraltro nell’attuale fase non ricorre la fattispecie dell’assenza, impedimento o vacanza di carica del Presidente, contemplata dallo stesso Statuto. Al contrario si e’ in presenza di una nomina che non e’ stata perfezionata in sede parlamentare con la prevista maggioranza, nonche’ della circostanza che lo stesso consigliere, gia’ individuato per la carica di Presidente, si trovi a presiedere il Consiglio di amministrazione nella veste di consigliere piu’ anziano”.
“Cio’ induce ad esigere che da parte del Consiglio di amministrazione vi sia un esercizio delle proprie funzioni finalizzato all’esclusivo compimento degli atti di ordinaria amministrazione, strettamente necessari per la funzionalita’ dell’Azienda, dei quali la Commissione chiede di essere tempestivamente e preventivamente informata”.

“L’organo collegiale, nonche’ l’amministratore delegato, che ne e’ parte, dovrebbero invece valutare di astenersi dal procedere ad altri atti, quali, ad esempio, le nomine dei direttori di rete, di canale e di testata, ai sensi dell’articolo 49, comma 10, lettera c) del decreto legislativo n.177 del 2005: a tale riguardo si allegano i pareri legali trasmessi alla Commissione. Si ricorda invece l’urgenza e si sollecita l’adozione della nuova delibera di nomina del Presidente. Questa rientra nelle competenze del Consiglio di Amministrazione e costituisce il presupposto indispensabile per superare l’anomalia della attuale situazione”.

“La Commissione che presiedo potra’ essere immediatamente convocata per procedere, anche durante l’aggiornamento dei lavori parlamentari, all’espressione del parere prescritto. Mi riservo in ogni caso di sottoporre alla Commissione l’esigenza di adottare ulteriori iniziative nell’esercizio delle proprie prerogative di vigilanza ed indirizzo, nel rispetto della legge, dei principi riconosciuti dalla giurisprudenza della Corte costituzionale e nell’interesse del corretto funzionamento del servizio pubblico radiotelevisivo”.

Commenti:
“Lasciare la Rai senza presidente, quindi senza un Cda legittimamente in funzione, significa condannare il servizio pubblico all’immobilismo, all’impossibilità di assumere alcuna decisione proprio alla vigilia della nuova stagione televisiva”, ha scritto in un lungo posto su Facebook  il segretario della Vigilanza, Michele Anzaldi, corredato anche da alcuni estratti dei pareri dei giuristi interpellati sulla vicenda.

“Mi sembra un atto importante a cui mi auguro il Cda voglia dare una risposta urgente. E’ assolutamente necessario che il servizio pubblico completi il suo organigramma dopo che il Parlamento, attraverso il voto della Vigilanza, ha bocciato Foa”, ha commentato Davide Faraone, capogruppo Pd in commissione. “Il Cda ne prenda atto e sblocchi una situazione non piu’ sostenibile”.

“Se il Cda Rai, per ubbidire ad improprie pressioni dei partiti di maggioranza, da un lato si sottraesse al preciso obbligo di legge di avviare il percorso per la nomina del presidente e, nello stesso tempo, procedesse con normali atti di gestione come se il consiglio stesso fosse compiutamente insediato, esporrebbe gli atti dell’azienda all’incertezza del contenzioso legale e i comportamenti personali di ciascun consigliere alle contestazioni della magistratura contabile”, ha affermato il vicepresidente della Vigilanza Antonello Giacomelli, chiedendo l’intervento anche dei presidenti di Camera e Senato perchè “intervengano con tutta l’autorevolezza del ruolo che ricoprono per difendere l’autonomia del servizio pubblico ed il ruolo del Parlamento”.

“Basta con le tattiche dilatorie del governo e della maggioranza M5S-Lega che si proiettano negativamente sul lavoro del cda Rai”, ha detto invece il capogruppo Leu alla Camera, Federico Fornaro, componente della Vigilanza Rai, chiedendo di porre fine “a questa situazione anomala”.

“Il cda Rai deve dotarsi immediatamente di un presidente, come la legge impone”, ha affermato la senatrice Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto e componente della commissione di Vigilanza. “Se risulterà impossibile raggiungere un accordo tra maggioranza e opposizioni sul nome di uno dei componenti del cda, il governo dovrà decidersi a sostituire il consigliere Marcello Foa, concordando stavolta un candidato alla presidenza con l’opposizione, come la legge richiede”.

“La Lega è a disposizione anche ad agosto per arrivare alla soluzione più consona per la principale azienda culturale del Paese”, hanno detto i deputati Massimiliano Capitanio e Paolo Tiramani, segretario e capogruppo in Commissione Vigilanza, ribadendo però come dal punto di vista del loro partito “all’interno dell’attuale Cda Marcello Foa rimane il professionista migliore per il ruolo di presidente”. “Se il PD vuole nei fatti il bene della Rai abbassi i toni e rispetti i ruoli, aiutandoci a voltare pagina dopo la disastrosa gestione renziana”.

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