Rai: pomeriggio il Cda. Gli scenari possibili dopo la lettera della Vigilanza

Giornata campale per il Cda Rai che deve decidere cosa fare dopo la lettera del presidente della Vigilanza Alberto Barachini che ha messo nero su bianco che l’attuale consiglio, senza presidente e vicepresidente, non è operativo, ricordando “l’urgenza” e sollecitando l’adozione della nuova delibera di nomina del presidente.

L’altro fatto messo in rilievo dalla lettera di Barchini riguarda la possibilità del Cda di poter votare degli atti “strettamente necessari per la funzionalità dell’Azienda”, solo dopo aver “tempestivamente e preventivamente” informato la bicamerale.

La sede Rai di Viale Mazzini (Foto Ansa -ALESSANDRO DI MEO)

A dimostrazione di quanto le richieste della Vigilanza siano state prese sul serio, nel tardo pomeriggio di ieri da Viale Mazzini sono stati inoltrati all’ufficio di presidenza della Commissione gli atti relativi ai due punti all’ordine del giorno nel Cda convocato per oggi: la produzione delle nuove stagioni di ‘Un posto al sole’ e gli highlights del calcio, decisioni da prendere per non bloccare il lavoro dentro e fuori l’azienda.

Mossa fuori tempo massimo, secondo il segretario di Vigilanza, Michele Anzaldi. “Informare tempestivamente significa farlo con un tempo congruo alle valutazioni della Commissione, non mezz’ora prima del consiglio”, ha detto il deputato Pd, secondo cui il Cda non potrebbe votare nessuno dei punti in programma.‎

Ma il vero tema su cui ci si arrovella in Cda è votare un nuovo presidente. Qualora la maggioranza dei consiglieri individuasse tra di loro (Foa a parte) un candidato da proporre, toccherà poi ai commissari di Vigilanza ratificarlo, tenendo conto di tutte le conseguenze pratiche e politiche di una mancata approvazione.

C’e chi vede per i consiglieri anche un’alternativa da un punto di vista tecnico per non esprimersi: giustificare con motivazioni serie e fondate la mancata delibera di nomina.

Altro scenario si aprirebbe se nelle prossime ore Marcello Foa facesse un passo indietro. Le sue dimissioni sarebbero la prima tessera da muovere per arrivare alla proposta di un candidato ex novo per la presidenza.
Al momento non sembra che sia un accordo politico su un nome, anche se da giorni si parla di Antonio Di Bella, attuale direttore di Rai News, nella rosa dei papabili. Oltre al problema di come gestire l’ingombrante presidente sfiduciato per cui si inizia a parlare di una nuova collocazione all’interno della Rai.

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