Cda Rai, Anzaldi e Verducci: azienda in stallo. Mulè: evitare errori fatti. Di Maio: Foa preparato, ma serve nuova legge

“Salvini e Di Maio non possono tenere in ostaggio il servizio pubblico. Basta arroganza e prevaricazioni. Sta andando in scena uno spettacolo penoso e indegno”. Lo ha affermato il senatore Pd Francesco Verducci, membro della Commissione Vigilanza Rai, commentando l’esito del Cda di Viale Mazzini che nel pomeriggio di ieri si è concluso senza il nome di un presidente. Verducci ha parlato di uno “stallo gravissimo” e di una “fumata nera allarmante”, ribadendo la necessità di scegliere subito un presidente di garanzia, archiviando il nome di Foa, “bocciato dal Parlamento”. “La Rai deve poter operare, è un fulcro vitale della nostra democrazia”, ha concluso.

Nel collage Michele Anzaldi (foto Ansa), Giorgio Mulè (foto Ansa), Francesco Verducci (foto Ansa) e Luigi Di Maio (foto Ansa)

Concetti condivisi anche da Michele Anzaldi (Pd), segretario della Vigilanza che in un post su Facebook ha scritto: “Il dannoso blocco della completa operatività della Rai è colpa e responsabilità esclusiva della maggioranza di governo, di Salvini, Di Maio, Conte e Tria che tengono il servizio pubblico radiotelevisivo prigioniero della loro arroganza”.

“Lega e M5s esprimono 4 consiglieri su 7 dell’attuale Cda Rai e hanno la maggioranza in commissione di Vigilanza: sono loro, quindi, a dover garantire all’azienda un presidente e a farlo nel rispetto delle norme, ovvero proponendo un nome di garanzia che possa essere votato anche dall’opposizione. Se non lo fanno, danneggiano di proposito un’azienda pubblica e saranno chiamati a risponderne”, ha rimarcato Anzaldi, richiamando anche le indicazioni data dalla Vigilanza “per poter risolvere la situazione”. “Ogni Cda che passa con Foa che presiede abusivamente si amplia il faldone di carte per giudici contabili e ordinari”, ha aggiunto.

“Speriamo che la pausa faccia riflettere governo e cda Rai per evitare di ripetere gli errori fatti”, ha affermato invece Giorgio Mulé, capogruppo di Forza Italia in Commissione di Vigilanza Rai. “Noi siamo pronti a rientrare anche a ferragosto per consentire alla Rai di essere in condizione di essere guidata”.

“Marcello Foa è una persona di indiscussa preparazione e capacità professionale. E’ un giornalista che non appartiene ai club pariolini delle cene dei giornalisti italiani e per questo motivo non può andare a fare il presidente della Rai, per alcuni partiti”. E’ stato il commento del vicepremier Luigi Di Maio al termine del Cdm che si è svolto ieri a Palazzo Chigi.
“Nessuno può obbligare un consigliere di amministrazione a dimettersi, deve dimettersi lui”, ha aggiunto Di Maio ribadendo quanto detto anche dal premier Conte qualche ora prima. “Io non sto auspicando che si dimetta qualcuno, la legge dice che il presidente viene eletto con l’intesa dei due terzi della commissione di Vigilanza. Finchè non ci sarà  un’intesa, non ci sarà un presidente”, ha aggiunto. “La legge è stata scritta, secondo me, male. Noi – ha concluso – eravamo per un altro modello di nomine Rai che speriamo di poter attuare in questa legislatura”.

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