Classifica dell’informazione online a giugno: Repubblica sempre in testa, Citynews secondo, TgCom24 terzo. Dati comScore

Nessuna sorpresa in vetta alla classifica dell’informazione online stilata sulla base alle rilevazioni di giugno di comScore: Repubblica.it è sempre saldamente in testa alla classifica, con 23 milioni 812mila visitatori unici mensili. La bagarre si è scatenata tra gli inseguitori. Il gruppo editoriale Citynews, con i suoi 45 giornali locali online e la testata nazionale Today.it, ha riconquistato la seconda posizione (20 milioni 978mila visitatori), scalzando il Corriere della Sera (19 milioni 686mila), che viene superato di stretta misura anche da TgCom24 (19 milioni 983mila).

Invariate invece le quattro posizioni successive: Donna Moderna è quinta, Ciaopeople, l’editore di Fanpage, è sesto, Il Fatto Quotidiano settimo e La Gazzetta dello Sport ottava. Al nono posto sale Monrif Net, guadagnando ben undici posizioni rispetto a maggio, grazie al completamento della taggatura dei siti e dei contenuti del gruppo su piattaforme terze, come le pagine di Google Amp. E decimo si colloca il mondadoriano PianetaDonna, che in maggio era undicesimo.

In giugno l’audience totale di Internet è cresciuta del 3%. Solo 11 realtà editoriali su 60 hanno fatto meglio, crescendo più della media: Monrif Net +61% (per il motivo già spiegato), Sky Sport Hd +30%, Internazionale.it +15%, Smartworld +12%, il Giornale di Sicilia e Agi.it +11%, IlPost.it +10%, Wired.it +9%, Repubblica.it +8%, Citynews, Eurosport, Sky Tg24 Hd +6%, GreenMe.it, HdBlog e Lettera43 +5%, HwUpgrade.it +4%. Tutti gli altri hanno fatto peggio della media. Quotidiani Espresso e Gazzetta dello Sport si sono comunque mantenuti in territorio positivo (+1%); Tgcom24 è rimasto stazionario; le altre 47 entità della nostra classifica hanno perso terreno rispetto a maggio; più di tutti BlastingNews (-60%).

(elaborazione su dati ComScore)

Quasi tutti i quotidiani sono in calo rispetto al mese precedente, ad eccezione di Repubblica.it (+8%), alla cui audience evidentemente giova la forte opposizione al governo giallo verde; il Corriere della Sera ha perso il 5%, Il Fatto Quotidiano il 7%, Il Giornale il 2%, Il Sole 24 Ore il 4%, La Stampa il 7%, settimo Il Messaggero il 17%.

Anche per i giornali nativi giugno non è stato positivo: Ciaopeople ha perso il 6%, Affaritaliani il 13%, l’HuffPost e Caffeina il 18%, Blogo il 17%, BlastingNews.com addirittura il 60%; fanno eccezione Il Post, che guadagna il 10%, e Lettera43, che cresce del 5%.

Tra le agenzie d’informazione: l’Ansa si attesta al tredicesimo posto con 7 milioni 382mila visitatori unici (-8%); Adnkronos al 23esimo posto con 4 milioni 213mila (-20%); l’Agi invece continua la sua crescita (+11%) guadagnando la 45esima posizione con 2 milioni 296mila visitatori unici mensili.

La tabella di questo mese prende in considerazione, nelle ultime due colonne, anche le pagine viste e il tempo speso dai visitatori. Dividendo i minuti per le pagine viste si ottiene il tempo speso per pagina. I siti dove gli utenti si soffermano più a lungo sui contenuti sono quelli ricchi di video o che hanno una forte interazione con i lettori. Il record spetta a Eurosport con oltre sei minuti per pagina.

È opportuno osservare che le entità prese in considerazione nella classifica non sono tutte omogenee. In alcuni casi si tratta di singole testate online; in altri casi di network di siti (e app) appartenenti allo stesso editore o anche a editori diversi che hanno sottoscritto accordi commerciali per la cessione di traffico. Nelle note in coda alla tabella sono indicate le principali aggregazioni.

Ricordiamo che le rilevazioni di comScore prevedono l’integrazione dei dati incentrati sugli utenti, raccolti a partire da un campione di panelisti reclutati online (2 milioni di utenti in 171 Paesi), con quelli censuari server-centric rilevati mediante un tag inserito sulle pagine web e le altre entità online. I tag sono inseriti sui siti web dei clienti di comScore, ma anche da molti altri editori che, pur non essendo clienti, vogliono essere presenti nelle rilevazioni di comScore. Alcuni editori, invece, non taggano i propri siti e questi possono essere quindi sottostimati nelle rilevazioni (è il caso ad esempio del Sole 24 Ore e del Fatto Quotidiano).

Inoltre, come si spiega nelle note, le stime sono condizionate dal livello di taggatura adottato: property con livelli di taggatura diversi misurano perimetri diversi. I tag di comScore consentono di misurare anche il traffico in-app browsing e quello relativo ai contenuti distribuiti su piattaforme terze, come Google Amp e Facebook Instant Articles.

LINK:
– La top ten delle property online in Italia secondo comScore, giugno 2018 (TABELLA)

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