Di Maio: rete unica Tim-Open Fiber solo se strategica. Serve un ragionamento di sovranità di Stato

Il progetto di un rete unica Tim-Open Fiber è allo studio del Governo. Lo ha confermato il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio. “Per quanto mi riguarda, credo che dovremmo fare una valutazione legata a un solo principio: se quell’infrastruttura per l’Italia è strategica, allora noi la vogliamo considerare tale e la vogliamo prendere anche in esame, nel caso di accorpamento e quindi di inserimento, ad esempio, in Open Fiber della rete Telecom”, ha spiegato. “Se invece quell’infrastruttura non basta, in quanto non è più strategica, anche questo lo dobbiamo valutare”. “Non dobbiamo fare un ragionamento di favorire o meno un’azienda, o un ragionamento di tipo industriale, ma di sovranità dello Stato che si vuole appropriare di un’infrastruttura strategica”.

Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio (Foto ANSA/FLAVIO LO SCALZO)

Nel corso della mattinata, Di Maio ha preso parte a un incontro sulla banda Ultra larga a Palazzo Chigi. “Stamattina abbiamo messo in piedi una task force per permettere di spendere i fondi europei sulla banda ultra larga che si stanno per perdere”, ha spiegato al termine del Comitato interministeriale per la Banda Ultra Larga (Cobul) nella sua nuova composizione. “Ci sono 205 milioni di euro che ci servono per creare la banda ultra larga per le imprese, per creare l’infrastruttura digitale e l’autostrada digitale per il futuro dell’Italia, che si rischia di perdere perchè abbiamo un grande problema di risorse nelle regioni per rendicontare i fondi europei”.

“La banda ultra larga è un’infrastruttura strategica. Le prime priorità di questo comitato sono state quelle volte alla salvaguardia degli investimenti per le aree bianche dove attualmente non c’e’ alcuna infrastruttura”. “Stiamo mettendo in campo – ha continuato il ministro – tutte le risorse umane e finanziarie disponibili per accelerare la realizzazione delle opere e pensiamo che il dialogo con tutti i soggetti coinvolti sia fondamentale per portare a termine il progetto”.

La riunione è stata anche l’occasione per fare il punto delle attivita’ che vedranno impegnato il Cobul nei prossimi mesi. In particolare, il progetto aree grigie e la predisposizione di linee guida per semplificare i processi di infrastrutturazione del Paese.
In questi giorni il ministro ha emanato due decreti: il primo definisce la roadmap per la liberazione della banda 700 Mhz fissando, come richiesto dalla decisione UE 2017/899, le scadenze intermedie e finali del processo che portera’ all’adozione del 5G, tecnologia abilitante la quarta rivoluzione industriale. Nello stesso decreto e’ stato previsto che il formato MPEG4 sara’ lo standard da utilizzare per il segnale televisivo. Questa scelta, rivolta verso il formato tecnologicamente piu’ avanzato, e’ il primo passo verso la trasformazione digitale del settore televisivo che il Governo intende favorire.

Nella direzione indicata con un secondo decreto è stato istituito il tavolo “TV 4.0” tra Mise, Agcom e i principali operatori del settore televisivo che ha un duplice obiettivo: da un lato consentire un’attuazione ordinata della liberazione della banda 700 Mhz assicurando il massimo coinvolgimento dell’autorita’ indipendente di settore e degli operatori coinvolti e dall’altro, quello di favorire la trasformazione digitale del settore televisivo attraverso il dialogo costante con gli operatori. “L’adozione della tecnologia 5G – ha concluso il Ministro – e’ un’occasione fondamentale per la crescita del Paese. Abbiamo il dovere di creare le condizioni affinche’ il passaggio sia ordinato e avvenga nel rispetto dei diritti di tutti gli attori interessati, avendo come obiettivo prioritario la creazione di una Smart Nation. Da oggi riparte l’Italia Digitale”.

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