Morto Cesare De Michelis, presidente della Marsilio. Levi (Aie): l’editoria perde un maestro

E’ morto Cesare De Michelis, presidente della casa editrice veneziana Marsilio. Studioso raffinato, appassionato di cinema, era nato a Dolo, in provincia di Venezia, il 19 agosto del 1943. Nel 1965 era entrato nel CdA della Marsilio, nata, come lui stesso aveva raccontato, “nel lontano 1961 da un gruppo di ragazzi usciti dall’università”.
Nel 2000 l’editrice era entrata a far parte del gruppo Rcs. Ma quando quest’ultimo è stato ceduto alla Mondadori, De Michelis aveva riacquistato le quote storiche della sua casa editrice, ora guidata dal figlio Luca, attuale amministratore delegato. Nel 2017 aveva ceduto una quota a Feltrinelli.

Cesare De Michelis (foto ANSA/ ANTONIO DI GENNARO)

Ha insegnato letteratura Italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova, diretto le riviste ‘Studi Novecenteschi’ e, con Massimo Cacciari, ‘Angelus Novus’. E’ stato anche consigliere della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, presidente del comitato scientifico per l’edizione nazionale delle opere di Carlo Goldoni.

“L’editoria italiana ha perso oggi un suo maestro”, ha dichiarato il presidente dell’Associazione Italiana Editori (Aie), Ricardo Franco Levi, che lo ha definito uno “studioso e intellettuale raffinato, di intelligenza e sensibilità rare”, che “lascia alla cultura italiana, attraverso la sua casa editrice, una lezione di qualità, indipendenza e grande passione”.

A De Michelis si deve la scoperta di autrici come Margaret Mazzantini, Susanna Tamaro e Chiara Gamberale e il lancio in Italia della saga scandinava Millennium di Stieg Larsson.

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