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Gdpr: più di 1000 siti di news Usa non si sono ancora adeguati. E restano irraggiungibili dall’Europa

Avevano a disposizione due anni per prepararsi, ma più di 1.000 siti Usa – compresi una trentina di portali legati ad alcuni dei più grandi giornali americani – non sono riusciti ad arrivare preparati all’appuntamento con la GDPR, la normativa Ue sulla privacy entrata in vigore il 25 maggio scorso. E a più di due mesi di distanza continuano a non essere in regola.

A mettere in risalto la stranezza della situazione NiemanLab [1], che ha raccolto una serie di commenti e opinioni da parte di americani e non, che dall’Europa cercano di accedere inutilmente ai siti in questione.

Alcuni delle home page dei siti non in regola

Tra i ritardatari figurano testate legate a gruppi come Lee Enterprises, GateHouse Media e Tronc.
Mentre GateHouse e Tronc non hanno rilasciato commenti sul tema, Lee Enterprises ha dichiarato al momento di non aver intenzione di cambiare. I siti del gruppo infatti non attirerebbero un numero  di visitatori Ue tale da giustificarne l’adeguamento alla Gdpr.

Scelta magari comprensibile per certi aspetti, ma che comunque non aiuta i lettori, visto che sono più di 16 milioni gli americani che ogni anno visita l’Europa. E che rischia di tagliar fuori preventivamente un potenziale bacino di diversi milioni di utenti europei interessati agli Usa.

Insomma, una situazione perlomeno curiosa se si pensa a quanto i media americani siano spesso presi come modello di riferimento dagli omologhi europei, per la loro capacità di intercettare le novità.