Serra critica i network che trasmettono calcio: scaricano sul cliente il costo della “macedonia” di orari e decoder

“A proposito di nazionalizzazioni: nazionalizzate il calcio”. Apre con questa provocazione Michele Serra la sua rubrica di oggi, L’Amaca, su Repubblica, dedicata alla frammentazione dell’offerta di calcio in tv. “Tagliato a tocchi, come un animale macellato, e venduto ai network che poi ce lo rivendono in una ridda di decoder”, “contratti felloni”, “connessioni zoppe” e “una folle macedonia di orari”. Così descrive Serra la situazione odierna della Serie A trasmessa da Sky e Dazn, senza omettere riferimenti espliciti ai due operatori. Con il risultato peraltro che quella che un tempo era chiamata la “giornata del campionato di calcio” oggi è “spalmata lungo la settimana”.

(CC0 Creative Commons)

“Il peggio”, secondo Serra, è che “il peso di questa gestione ricade tutto intero sul cliente”, che deve “aggiornarsi ogni anno”, “imparare siglette e numerini”, “aggiungere password”. E conclude: “Il vero criterio del Nuovo Mercato è scaricare sulle spalle del cliente ogni onere, perché il personale costa mentre le ore che il cliente perde per leggere i contatori, sintonizzarsi di qui e di là, aspettare in linea, imprecare contro il mondo, sono comprese nel prezzo del contratto”.

Ieri il Codacons ha annunciato un esposto su Sky e Dazn per pratiche commerciali scorrette.

Qui una breve cronistoria della partita sui diritti tv della Serie A che ha portato alla situazione odierna.

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