Dossier Viganò, Papa Francesco ai giornalisti: leggete attentamente e traetene le conclusioni

Durante la conferenza stampa sul volo di ritorno da Dublino, a conclusione del Viaggio apostolico in Irlanda in occasione del IX incontro mondiale delle famiglie, Papa Francesco non si è sottratto alle domande della giornalista Anna Matranga, corrispondente dall’Italia della Cbs News, in merito alla lettera dell’ex Nunzio in Usa, mons. Carlo Viganò, che lo accusa, chiedendone le dimissioni, di essere da anni a conoscenza del caso dell’ex cardinale Theodore McCarrick, condannato per pedofilia. Ecco le due domande e le risposte (nel video di Tv2000 a partire dal minuto 20:40). A conclusione della seconda domanda Francesco dice: “aspetto il suo commento su quel documento, mi piacerebbe”.

Papa Francesco insieme a Greg Burke, direttore della Sala Stampa della Santa Sede sul volo di ritorno dall’Irlanda

Domanda. “Buona sera Santo Padre. Ritornerò all’argomento “abusi” di cui ha già parlato. Stamattina molto presto è uscito un documento dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò in cui lui dice che nel 2013 ha avuto un colloquio personale con Lei in Vaticano e che in questo colloquio lui ha parlato con Lei esplicitamente del comportamento e degli abusi sessuali dell’ex cardinale McCarrick. Volevo chiedere se questo era vero. E volevo chiedere anche un’altra cosa: l’arcivescovo ha anche detto che Papa Benedetto aveva sanzionato McCarrick, che non poteva vivere in seminario, celebrare Messe al pubblico, non poteva viaggiare; era sanzionato dalla Chiesa. Le posso chiedere se queste due cose sono vere?”

Risposta. “Una cosa… io risponderò alla sua domanda, ma preferirei che prima parlassimo del viaggio e poi di altri argomenti… ma adesso rispondo. Ho letto, questa mattina, quel comunicato. L’ho letto e sinceramente devo dirvi questo, a lei e a tutti coloro tra voi che sono interessati: leggete voi, attentamente, quel comunicato e fate voi il vostro giudizio. Io non dirò una parola su questo: credo che il comunicato parla da sé stesso e voi avete la capacità giornalistica sufficiente per prendere le conclusioni. E’ un atto di fiducia, quando passa un po’ di tempo e voi avete le conclusioni forse parlerò; ma io vorrei che la vostra maturità professionale faccia questo lavoro, vi farà bene, davvero. Va bene così”.

Domanda. “Marie Collins ha detto, dopo averLa incontrata durante l’incontro con le vittime, che ha parlato direttamente con Lei proprio dell’ex cardinale McCarrick; ha detto che Lei è stato molto duro nella sua condanna di McCarrick. Le volevo chiedere: quando è stata la prima volta che Lei ha sentito parlare degli abusi che aveva commesso l’ex cardinale?”

Risposta. “Questo fa parte del comunicato su McCarrick: studiate e poi dirò. Ma siccome io ieri non l’avevo letto, mi sono permesso di parlare chiaro con Marie Collins e il gruppo [delle vittime], nell’incontro che è durato davvero un’ora e mezza, una cosa che mi ha fatto soffrire tanto. Ma credo che fosse necessario fare questo ascolto di quelle otto persone; e da questa riunione è uscita la proposta – che ho fatte io, e loro l’hanno accettata e mi hanno aiutato a realizzarla – di chiedere perdono oggi nella Messa, ma su cose concrete. Per esempio, l’ultima, che io mai avevo sentito: quelle mamme… – si chiamava il “lavaggio delle donne” – quando una donna rimaneva incinta senza matrimonio, andava in un ospedale o non so come si chiamava, istituto…, ma erano le suore che lo reggevano, e poi davano il bambino in adozione alla gente. E c’erano figli, a quel tempo, che cercavano di trovare le mamme, se erano vive, non sapevano…, e dicevano loro che era peccato mortale fare questo; e anche alle mamme che cercavano i figli, dicevano che era peccato mortale. Per questo ho finito oggi dicendo che questo non è peccato mortale, ma è il quarto comandamento. E le cose che oggi ho detto, alcune non le sapevo, ed è stato per me doloroso, ma anche con la consolazione di poter aiutare a chiarire queste cose. E aspetto il suo commento su quel documento, mi piacerebbe! Grazie”.

Qui la sbobinatura della Sala Stampa vaticana.

L’Osservatore Romano, in un editoriale firmato dal direttore, definisce la lettera di Viganò un “episodio di opposizione interna”.

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