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Copyright: nuovi appelli da giornalisti ed editori al Parlamento Ue. Stampa libera minacciata dal web

In vista del voto in agenda il prossimo 12 settembre, che riproporrà agli Eurodeputati la questione copyright, continuano le mobilitazioni da parte di giornalisti ed editori. Dopo la lettera con cui Sammy Ketz [1], responsabile dell’ufficio di Baghdad dell’Afp, ieri ha chiesto maggiori tutele per il diritto d’autore, l’Agence France-Presse ha lanciato un nuovo allarme per il futuro della stampa libera [2], minacciata dallo squilibrio in cui i giganti di Internet usano il contenuto di editori e agenzie di stampa per generare entrate pubblicitarie, invitando i legislatori europei ad adottare opportune correzioni.

CC0 Creative Commons

La riforma “è stata ferocemente osteggiata da Facebook e Google”, spiegano all’Afp. Ciò che la proposta di direttiva vuole cambiare – sottolineano – “è molto semplice”: i big di internet “da una parte utilizzano, senza pagare, grandi quantità di notizie prodotte a un costo alto e d’altra parte attraggono una quota crescente delle risorse pubblicitarie che in precedenza permettevano ai media di vivere”. Con conseguenti tagli delle redazioni e licenziamenti cui si è assistito negli ultimi anni.

La proposta di riforma intende dunque creare le condizioni perché i giganti del web paghino i fornitori di contenuti.

In particolare, la richiesta è di non modificare il testo dell’articolo 11 della riforma che tutela il diritto d’autore del materiale giornalistico online.
L’appello contenuto in un manifesto rivolto ai deputati europei, sottoscritto dalle associazioni di editori e giornalisti Enpa, Emma, Epc, Nme, Ifj e Efj, e – spiegano all’Afp – “firmato dagli ad di numerose agenzie di stampa”.