Gabanelli: in Rai sempre andato in onda tutto. Mentana: M5S e Lega diversi dai predecessori? Privatizzino il servizio pubblico

“In 20 anni che sono stata in Rai nella mia trasmissione è sempre andato in onda tutto, in quale altro luogo, se non nel servizio pubblico, avrei potuto fare tutto questo, la rompiscatole?”. Lo ha detto Milena Gabanelli, intervenendo alla festa del ‘Fatto Quotidiano’ da Marina di Pietrasanta, rispondendo alle domande su un suo possibile ritorno in Rai.

“Mi preme avere interlocutori competenti, non sapere per chi votano”, ha spiegato nel corso di un dibattito in cui è stata protagonista con Enrico Mentana, ricostruendo la vicenda della sua uscita dalla Rai.

“Ero stata assunta per realizzare una testata di news on line – ha detto – ma poi hanno deciso di non farla nascere”. “Però – ha osservato – la Rai ha 1700 giornalisti e non ha un sito web di news on line. Qualsiasi Paese che ha una tv pubblica ha un sito da consultare di questa tv”.

Milena Gabanelli ed Enrico Mentana alla festa del Fatto Quotidiano
(Foto ANSA/RICCARDO DALLE LUCHE)

“Non è andata in porto il varo di questa nuova testata per cui ero stato assunta, perché il contratto di servizio chiedeva di ridurre il numero delle testate. Il tema da parte di chi decide allora è stato: siccome non ci mettiamo d’accordo su dieci testate quale tagliare, evitiamo di aprire una nuova testata, non la si può fare”.

Anche il direttore di La7 ha parlato della Rai.”Renzi ai tempi della Leopolda spiegava come si dovesse liberare la Rai dai partiti, ma appena ha potuto ha fatto come tutti i predecessori. Ne ho visti tanti di peggio, dico che ha fatto ‘come’ i predecessori, ha fatto allo stesso modo. In realtà non ci sono le condizioni perché non si è mai voluto cambiare la legge: questi di ora – ha spiegato riferendosi a M5s e Lega – vogliono far vedere che sono diversi? Lo facciano, privatizzino qualcosa, facciano qualcosa di diverso”.

Da Mentana anche una considerazione sul ruolo dell’informazione televisiva in relazione alla politica. “Trump è diventato presidente degli Usa avendo contro tutta l’informazione. In Italia è successo qualcosa di simile con questi che ora governano e che erano all’opposizione”, “credo che non conti così tanto il possesso dell’informazione televisiva”, ha spiegato. “L’informazione italiana è accusata di aver dato spazio alle opposizioni, al M5s, è spaventoso: se un partito o un movimento esordisce e prende il 25% è doveroso che tu dia conto di cosa dice quel movimento. In realtà, piacevamo tantissimo ai tempi di Berlusconi premier perché non gliene passavamo una. Anche a Renzi non gliene passavamo una. E ora anche con questi, col governo Conte, non gliene passeremo una”.

“Quello del giornalista è il mestiere del contropotere – ha concluso – e non mi piacciono i giornalisti che il giorno fanno il contropotere e la sera, invece di andare a casa, vanno a cena col potere”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Upa lancia Nessie, prima dmp condivisa dai soci di un’associazione. Sassoli De Bianchi: nel ‘data lake’ i dati dei partecipanti

Upa lancia Nessie, prima dmp condivisa dai soci di un’associazione. Sassoli De Bianchi: nel ‘data lake’ i dati dei partecipanti

‘Gli Editori per l’Editoria’, accordo Fieg-Aie per sensibilizzare su informazione ed editoria – DOCUMENTO

‘Gli Editori per l’Editoria’, accordo Fieg-Aie per sensibilizzare su informazione ed editoria – DOCUMENTO

Mfe, avanti su fusione: pubblicato statuto ‘anti-ribaltone’ per la nuova holding. Voto Vivendi resta congelato

Mfe, avanti su fusione: pubblicato statuto ‘anti-ribaltone’ per la nuova holding. Voto Vivendi resta congelato