Il New Yorker fa marcia indietro su Steve Bannon: ritirato l’invito al Festival

È bastata la notizia dell’invito a Steve Bannon al prestigioso Festival del New Yorker per far scatenare una bufera di proteste su Twitter, nonchè numerose minacce di boicottaggio da parte di celebrità che avrebbero dovuto presenziare all’evento. Un rischio – quello di rimanere senza importanti ospiti – che il direttore della rivista, David Remnick, non ha voluto correre, decidendo così di fare retromarcia su Bannon e ritirando un invito che risale a mesi addietro.

Steve Bannon / Credits ANSA Foto

Remnick cercava da tempo un’intervista a Steve Bannon, personaggio illustre della destra americana ed ex fidato del presidente Donald Trump: braccio destro del tycoon durante la campagna elettorale, era poi diventato Capo Stratega alla Casa Bianca fino all’agosto 2017, quando era stato licenziato da Trump stesso. E da lì l’idea di invitarlo sul palco del festival della famosa rivista newyorkese, una tre giorni di dibattiti e interventi degli esponenti più importanti della cultura e della politica in programma dal 5 al 7 ottobre 2018. Una conquista arrivata dopo diversi tentativi di approcciare Bannon,  salvo non considerare che la sua presenza avrebbe potuto scatenare numerose proteste sia dai lettori, sia dallo stesso staff del magazine. È bastata la pubblicazione del programma del Festival sull’account Twitter del magazine, e nel giro di qualche ora si è originata un’ondata di sdegno per la scelta dell’ospite, complice anche un articolo del New York Times che ha contribuito a rendere virale la notizia.

Tra le critiche apparse sul web la più ricondivisa e twittata sicuramente quella di aver scelto un esponente di quella destra nazionalista e ultra conservatrice che poco si addice alla linea della testata,  da sempre considerata liberal.  Dopo i rabbiosi tweet dello staff e dei lettori sono arrivate le defezioni dei famosi, primo fra tutti l’attore Jim Carrey, che ha cinguettato immediatamente il suo dissenso a comparire in una manifestazione a cui presenziasse anche Bannon.


Nel timore di rimanere senza gli ospiti più illustri e di alimentare un dissenso interno ai collaboratori del New Yorker, Remnick ha deciso di fare marcia indietro, ritirando l’invito tanto contestato. La notizia è stata data dallo stesso account Twitter della rivista, che in un post ha pubblicato una lettera del direttore contente la spiegazione della decisione. Dopo alcune considerazioni con i suoi colleghi e suoi collaboratori, e in vista dell’ondata di dissenso online, il direttore spiega di aver deciso di ritirare l’invito a Bannon visto il carattere diverso del Festival: è un forum, un momento per condividere idee e pensieri, e promuovere antiliberalismo, razzismo e antisemitismo non sarebbe stato in linea con la volontà della testata e dell’evento stesso.


Un dietrofront che non è passato inosservato ai media americani, facendo rimbalzare la notizia su tutte le testate, New York Times e Cnn in primis. Non è mancata nemmeno la replica dell’ospite non desiderato, che ha accusato Remnick di essere un codardo e di non essersi comportato da giornalista coraggioso di fronte al mobbing online.

 

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