Sciopero al Giornale contro i tagli annunciati dall’editore. Il Cdr: dall’azienda nessun piano di rilancio

Sciopero al Giornale. Il quotidiano oggi non è in edicola per protestare “contro il piano di tagli annunciato dalla società editrice”. “L’utilizzo dello strumento dei contratti di solidarietà, nella misura annunciata,  è di una entità senza precedenti e incompatibile con la qualità del quotidiano”, si legge nella nota che annuncia l’astensione, decisa “all’unanimità” dall’assemblea di redazione.

“Lo sciopero immediato è una decisione sofferta ma inevitabile davanti ad un’azienda che non propone alcun piano di rilancio editoriale ma scarica sulle spalle dei redattori, cui vengono prospettati sacrifici intollerabili, il peso di una crisi che riguarda l’intero settore dell’editoria”.

La sede del quotidiano ‘Il Giornale’ (foto ANSA/STEFANO PORTA)

“A mesi di richieste di chiarimenti sullo stato dei conti e sulle prospettive di rilancio si è risposto con dichiarazioni tranquillizzanti, clamorosamente smentite dall’annuncio odierno” e dunque “i giornalisti del Giornale, assicura il Cdr, sono pronti a fare la loro parte ma certamente non nella misura abnorme ipotizzata dall’azienda”.

“L’assemblea, si legge ancora in conclusione, “ha dato mandato al Cdr per la prosecuzione della trattativa decidendo fin d’ora, se necessarie, altre due giornate di sciopero”.

Attraverso una nota, sostegno all’iniziativa del Cdr del giornale è stato espresso da Fnsi, Associazione Lombarda dei Giornalisti e l’Associazione Stampa Romana. “Il sindacato – si legge nella nota – ritiene che il superamento di fasi di difficoltà non possa avvenire continuando a portare avanti una politica di tagli al costo del lavoro, ma richieda investimenti mirati e a lungo termine. Per questo condivide le preoccupazioni del Cdr ed è pronto a sostenerne le ragioni in ogni sede”.

Anche il coordinamento del Cdr di Mediaset ha espresso la propria solidarietà “ai colleghi de Il Giornale costretti a scioperare per la prima volta nella storia del quotidiano a difesa del loro lavoro dopo la presentazione da parte del loro editore di un piano che prevede un ricorso alla formula dei contratti di solidarietà in una misura abnorme e senza precedenti”.

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