La periferia “bella” di Cucinelli. 500 giornalisti a Solomeo per la presentazione del progetto dell’imprenditore umbro

Brunello Cucinelli non ha bisogno di andare alle fashion week di Parigi o Milano per avere un rapporto con i giornalisti e i rappresentanti del mondo dell’editoria. Lui li invita nel suo paradiso umbro, il borgo di Solomeo, dentro e intorno al quale ha sviluppato l’azienda dell’abbigliamento del lusso che porta il suo nome, con cui ha conquistato i mercati internazionali dagli Stati Uniti alla Cina. Ma anche ha costruito il suo mito di imprenditore anomalo.

Brunello Cuccinelli

Questa volta Cucinelli ha fatto le cose veramente in grande invitando in Umbria 500 rappresentanti dei media e della comunicazione, 250 italiani e 250 internazionali, per visitare l’azienda, la nuova cantina, il Teatro e il borgo e soprattutto per raccontare la conclusione del progetto promosso dalla Fondazione intestata a lui e alla moglie Federica per il restauro della zona che circonda il borgo di Solomeo, lanciato nel 2014.

Cucinelli con alle spalle la periferia restaurata

“Ora la periferia è un luogo bello dove, dopo lo spopolamento di alcuni anni fa, si è tornati a vivere”, ha raccontato l’imprenditore che della pratica del capitalismo umanistico ha fatto una ragione di vita. “C’erano sei capannoni industriali orribili a vedersi che sono stati abbattuti per dare alla terra la sua dignità”.

Brunello Cucinelli e il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente Cei

Il rapporto con la terra, con il bello e con il rispetto dei valori umani sono la base della filosofia di questo imprenditore umbro, qualcosa di più di un mecenate, che sembra essere riuscito veramente ad incidere positivamente sulla qualità della vita degli abitanti di Solomeo e dei dipendenti della sua azienda. Come ha raccontato nel lungo dialogo con i giornalisti, che sarebbe improprio chiamare conferenza stampa, organizzato alla fine del pomeriggio dopo le visite alle diverse proprietà, in cui, oltre a citare i suoi autori preferiti – prima di tutti Marco Aurelio Imperatore, “il mio compagno di pensieri”, ma anche Socrate e Seneca, Kant e San Benedetto – Cucinelli ha raccontato la storia ormai mitica della sua famiglia, il padre prima contadino e poi operaio, e il suo rapporto con l’Umbria.

La sede della Brunello Cucinelli spa, parco dell’Industria a Solomeo

“Benvenuti in questa terra di pace e di serenità armoniosa” è stato l’incipit della sua lunga testimonianza di vita in cui ancora una volta ha ribadito i punti forti del suo credo: che l’Umanità ha bisogno di persone per bene e che in Italia ce ne sono molte; che ai giovani va trasmessa la voglia di fare lavorando anche in modo artigianale con le mani, una sapienza che si sta perdendo con gravi danni per la nostra economia; che internet e le mail sono qualcosa da cui difendersi e da cui non farsi dominare (il sabato e la domenica non si usa la posta elettronica aziendale); che non si può fare impresa pensando solo al profitto, ma che il denaro ha un vero valore quando è speso per migliorare la vita dell’uomo. E molto altro ancora.

I giornalisti alla conferenza stampa

 

A testimoniare che Cucinelli è considerato un imprenditore speciale c’è stato addirittura l’intervento, come amico, del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. In prima fila tutte le autorità umbre: dalla presidente della Regione Katiuscia Marini, al prefetto, magistrati, e padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi, uno dei centri di riferimento di Cucinelli.

A Solomeo erano naturalmente presenti tutte le più importanti giornaliste italiane della moda, Carla Vanni in testa, ma anche firme di quotidiani, prima fra tutte e la più coccolata, Natalia Aspesi, e poi Michele Serra, Dario Di Vico, Luca Ubaldeschi, vice direttore de La Stampa, Pierluigi Magnaschi, direttore di Italia Oggi, e molti altri ancora. Numerosissimi rappresentanti dei periodici, televisioni e agenzie. Insomma il mondo dei media con cui da sempre Cucinelli tiene i rapporti.

Padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi con Brunello e Federica Cucinelli

Non meno importante la rappresentanza degli uomini del business della comunicazione con schierati i capi delle grandi concessionarie, da Raimondo Zanaboni di Rcs Pubblicita, a Massimo Ghedini, ad di Manzoni Pubblicità, Marco Cancelliere, direttore generale di Hearst Magazine, Giuseppe Mondani, vice presidente di Condè Nast.

C’era anche l’editore Carlo Feltrinelli che ha realizzato un libro scritto da Cucinelli ‘Il sogno di Solomeo. La mia vita e l’idea del capitalismo umanistico’

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