Via libera dall’Antitrust Ue all’acquisizione di Shazam da parte di Apple

Via libera dall’Antitrust Ue all’acquisizione di Shazam da parte di Apple. Lo scorso aprile Bruxelles aveva aperto un’indagine sull’operazione, temendo che potessero ridurre le possibilità di scelta per lo streaming musicale e che Cupertino potesse ottenere dati sensibili dei clienti dei concorrenti a fini commerciali.

Margrethe Vestager (Foto Ansa – EPA/OLIVIER HOSLET)

“Dopo un’approfondita analisi dei dati musicali e degli utenti”, ha dichiarato la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager, “abbiamo trovato che la loro acquisizione da parte di Apple non ridurrà la concorrenza nel mercato della musica digitale in streaming”.

Stando alle conclusioni della Commissione Ue, dopo maturate anche dal confronto con gli attori del mercato, “la fusione non impatterebbe in modo negativo la concorrenza” sul mercato europeo, in quanto Apple e Shazam “offrono principalmente servizi complementari che non competono tra loro”. Cupertino, infatti, ha ‘Apple music’ che è il secondo servizio di musica in streaming al mondo dopo Spotify, mentre Shazam è l’app leader per il riconoscimento dei pezzi musicali.

“I dati sono un elemento chiave nell’economia digitale, quindi dobbiamo rivedere attentamente le transazioni che portano all’acquisizione di importanti serie di dati, inclusi quelli potenzialmente sensibili dal punto di vista commerciale, per assicurare che non restringano la concorrenza”, ha spiegato Vestager.

La nuova entità “non sarebbe in grado di escludere fornitori concorrenti di servizi di musica in streaming accedendo a informazioni commercialmente sensibili sui loro consumatori”, perché “non aumenterebbe materialmente la capacità di Apple di prendere di mira gli appassionati di musica e nessun comportamento finalizzato a far passare i consumatori al suo servizio avrebbe solo un impatto trascurabile”. Inoltre “non riuscirebbe” nemmeno a tagliare fuori concorrenti “restringendo l’accesso all’app Shazam”, in quanto questa “ha un’importanza limitata come punto ‘ingresso ai servizi di musica in streaming dei concorrenti di Apple”.

Infine, l’integrazione dei dati degli utenti di Apple con quelli di Shazam “non conferirebbe un vantaggio unico sul mercato” alla nuova entità, in quanto “i dati di Shazam non sono unici e i concorrenti di Apple di avrebbero ancora l’opportunità di accedere e usare database simili”.

Da qui la conclusione che la fusione Apple-Shazam “non solleva preoccupazioni di concorrenza”. Allo stesso tempo, però, Bruxelles ricorda che il via libera dell’Antitrust “non solleva le società dal rispetto di tutte le rilevanti leggi sulla protezione dei dati” personali.

L’indagine, aperta lo scorso 23 aprile, faceva seguito a una lettera di sette Paesi tra cui l’Italia (con Austria, Francia, Islanda, Norvegia, Spagna e Svezia) in cui si sollevavano preoccupazioni per l’operazione.

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