The Economist conferma l’invito a Steve Bannon dopo il dietrofront del New Yorker

Dopo il dietrofront del New Yorker sull’invito all’esponente dell’ultradestra suprematista Steve Bannon a parlare al festival del magazine di ispirazione liberal, arriva la notizia che l’ex capo stratega della Casa Bianca presenzierà all’Open Future festival dell’Economist. È lo stesso direttore di testata, Zanny Minton Beddoes, a confermare l’intervento di Bannon il 15 settembre prossimo.

Steve Bannon, esponente dell’ultradestra americana

“Quando James Wilson fondò questo giornale nel 1843, disse che la sua missione era quella di inserirsi in una dura competizione tra l’intelligenze, che va lontano, e un’ignoranza indegna e timida che ostruisce il nostro progresso” così ha commentato il direttore del New Yorker. “Queste parole ci hanno guidato per 175 anni – continua Beddoes – e guideranno anche i nostri dibattiti all’Open Future festival il 15 settembre. Ecco perchè il nostro invito a Mr. Bannon rimane valido”.

Nel suo discorso, il direttore Beddoes afferma inoltre che il futuro di una società che si ritiene aperta non potrà mai essere assicurato dando la parole solo a persone che hanno il medesimo pensiero, ma creando dibattiti in cui dare spazio e voce a individui con idee diverse.

Zanny Minton Beddoes (foto Contrasto)

Zanny Minton Beddoes (foto Contrasto)

Una decisione, quella di Beddoes, che trova riscontro in una minoranza di giornalisti che non avevano gradito il ritiro dell’invito fatto a Bannon. Tra questi anche lo scrittore e collaboratore del New Yorker Malcolm Gladwell, che aveva ironicamente twittato che un festival di idee che presenti un unico pensiero sia da considerare più simile ad una cena tra amici che a uno scambio intellettuale.


D’altro canto Margaret Sullivan, editorialista al Washington Post, aveva criticato la scelta di invitare l’ex braccio destro di Trump in una qualsiasi occasione pubblica, sostenendo che “da Bannon non c’è nulla da imparare dalla sua particolare branca di populismo, con la sua sfacciata sovrapposizione della supremazia bianca”.


Una nuova pagina che si aggiunge al capitolo Bannon, destinato ancora a creare discussioni nel mondo dei media americani.

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