Cinema, Bonisoli: Netflix è da mettere a sistema. Penseremo a direttive in materia

“Ci troviamo di fronte a un mondo nuovo, un mondo destinato a rimanere che non si può gestire con decreti impositivi, ma abbiamo l’autorevolezza per confrontarci e ricondurre a sistema quella che è un’evoluzione”. A sostenerlo il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, rispondendo a una domanda sul futuro di Netflix nei cinema, a margine di una conferenza stampa a Milano.

Il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli (foto Ansa)

Il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli (foto Ansa)

“Sono convinto che alla fine debba uscire una direttiva di qualche tipo, ma per arrivarci bisogna coinvolgere chi ci lavora”, ha detto il ministro Mibact. Sul tema della regolamentazione, ha ricordato, “a luglio abbiamo fatto una riunione di tutti i soggetti che si muovono nel sistema cinema con attori, produttori, sale, distribuzioni. Abbiamo fatto incontri a Venezia e un altro e’ previsto a ottobre”.
“Abbiamo ragionato su alcuni provvedimenti normativi”, ha spiegato ancora Bonisoli, mettendo in rilievo l’idea di elaborare due decreti: “Il primo decreto sarà sulla quota di produzione nazionale per le tv, e cioè che cosa le tv italiane devono trasmettere e produrre e come si interfacciano con la produzione nazionale. Il secondo trattera’ le piattaforme” come Netflix.

“Io voglio che L’Italia rimanga un paese di produzione cinematografia – ha quindi concluso il ministro – per la nostra tradizione e perche’ significa lavoro e attivita’ economica, che va protetta, armonizzata e promossa nel mondo”.

Le polemiche tra gli operatori del settore e la piattaforma dello streaming on line si sono accese nelle ultime ore dopo che, alla Mostra del Cinema di Venezia, il Leone d’Oro è stato assegnato al film di Alfonso Cuaro’n, Roma, prodotto proprio da Netflix.

Gli esercenti e i distributori hanno infatti denunciato il fatto che a una mostra finanziata con fondi pubblici venga premiata una pellicola che poi sarà disponile solo agli abbonati. L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici, la Federazione Italiana Cinema d’Essai e l’Associazione Cattolica Esercenti Cinema hanno definito “iniquo che il marchio della Biennale di Venezia sia veicolo di marketing della piattaforma Netflix” che “sta mettendo in difficoltà il sistema delle sale”, sottolineando che il Leone d’Oro “dovrebbe essere alla portata di tutti” e non dei soli abbonati alla piattaforma.

 

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