Copyright, Commissione Ue: senza intesa non c’è tempo per riforma. E avverte: così vincono i giganti del web

“E’ ora o mai più” il momento della riforma Ue del copyright, perché “se il Parlamento europeo non riuscirà a concordare una posizione, la riforma non potrà essere conclusa entro l’anno prossimo”, quando scadrà l’attuale legislatura europea. E’ il monito lanciato dalla Commissione Ue alla vigilia del dibattito e del voto in plenaria a Strasburgo sul dossier, in programma il 12 settembre, su cui già nei giorni scorsi hanno preso posizione anche giornalisti ed editori, creativi e YouTube.

Se questa verrà respinta, dice all’Ansa una portavoce, verrà mantenuto lo status quo da cui “solo le grandi piattaforme” come Facebook “trarranno beneficio”.

Europarlamento (foto Ansa – EPA/FRED MARVAUX)

Le nuove regole sul copyright “sono necessarie per consentire ai creatori e alla stampa di ottenere accordi migliori quando i loro lavori sono resi disponibili online”, sottolinea la portavoce al digitale dell’esecutivo comunitario.
Se resterà quindi in vigore la direttiva del 2001 ormai superata dai tempi, continueranno a non potere approfittare del nuovo ecosistema online “né i creatori, né gli utenti, né le piattaforme europee”, ma solo i giganti del web americani, da Google a YouTube e Facebook.

Per questo “ci aspettiamo ora che l’Europarlamento raggiunga una posizione e cominci i negoziati su questa importante riforma” a differenza di quanto avvenuto a luglio, quando tutto è stato rinviato a settembre.

“La nostra proposta salvaguarda la libertà di espressione”, ha quindi ribadito la Commissione, “non mette al bando né i meme né i link a differenza di quanto è stato sostenuto nel dibattito pubblico”.

Bruxelles, ricorda l’agenzia, aveva presentato il pacchetto già due anni fa, nel 2016. Una bocciatura o un nuovo rinvio di fatto affosserebbero la riforma in quanto non ci sarebbero più i tempi tecnici per approvarla entro la fine del mandato di questo Parlamento europeo.

 

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