Editoria, Di Maio: stop alla pubblicità delle aziende di Stato e taglio ai contributi

Nuovo attacco di Luigi Di Maio agli editori. Dopo che il vicepremier ha accusato gli editori di screditare il suo partito, oggi Di Maio torna alla carica accusando in un post su Facebook Repubblica di avere divulgato una fake news e chiedendo lo stop alla pubblicità da parte delle aziende di stato sui giornali e l’inserimento del taglio ai contributi indiretti in legge di bilancio.

Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio (Foto ANSA/FLAVIO LO SCALZO)

“I giornali dei prenditori editori ormai ogni giorno inquinano il dibattito pubblico e la cosa peggiore è che lo fanno grazie anche ai soldi della collettività”, si legge nel post dal suo profilo Facebook. “In legge di bilancio porteremo il taglio dei contributi pubblici indiretti e stiamo approntando la lettera alle società partecipate di Stato per chiedere di smetterla di pagare i giornali (con investimenti pubblicitari spropositati e dal dubbio ritorno economico) per evitare che si faccia informazione sui loro affari e per pilotare le notizie in base ai loro comodi”.

Lo spunto per il post pubblicato è la notizia di Repubblica.it che vedrebbe il reddito di cittadinanza ‘ridotto’ a mini-sussidio di 300 euro per 4 milioni di persone.

“Questo non è giornalismo – attacca ancora Di Maio – è solo propaganda per difendere gli interessi di una ristretta élite che pensa di poter continuare a fare il bello e il cattivo tempo. Non sarà più così. Il nostro Paese ha bisogno di un’informazione libera e di editori puri senza altri interessi che non siano quelli dei lettori”.

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