Rai: oggi riunione della Commissione di Vigilanza. Resta il nodo sulla presidenza

In programma il 13 settembre una riunione della Commissione di Vigilanza, la prima dopo la pausa estiva. Da affrontare resta il nodo dei vertici di Viale Mazzini, con i deputati legati alla maggioranza presenti in bicamerale che dovrebbero presentare un documento per chiedere al Cda Rai di votare un presidente tra i componenti del consiglio.

La sede Rai di Viale Mazzini (Foto Ansa -ALESSANDRO DI MEO)

Il nome in gioco, si dice, continua a essere quello di Marcello Foa, sostenuto dalla maggioranza, ma bocciata dalla Commissione all’inizio di agosto. Per la sua elezione sarà determinante il raggiungimento di un accordo tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, che, come anticipato dal leader leghista a ‘Porta a Porta’, si sta ricercando in queste ore.

Una soluzione che non trovo per nulla d’accordo Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della Commissione di Vigilanza, che dice: “se il suo nome passasse adiremmo tutte le vie legali e consiglieri potrebbero essere condannati”.

“Al di là dell’impossibilità prevista dalla legge di ripresentare il suo nome in Vigilanza”, ha evidenziato Anzaldi spiegando il perchè della sua opposizone alla nomina del giornalista italo svizzero alla presidenza Rai, “la scelta di Foa presenta diversi buchi neri, primo tra tutti gli insulti al Capo dello Stato Mattarella. Per non parlare poi della presenza di suo figlio nello staff di Matteo Salvini”

Anzaldi sarebbe disponibile a votare un documento della Commissione per andare in contro all’esigenza della Rai di avere un presidente, ma, il candidato indicato dal Cda “potrebbe essere uno dei cinque consiglieri votabili, ma non Foa, perché sulla base dei pareri di molti giuristi, dopo il veto della Vigilanza del 1 agosto scorso, non è rivotabile, la legge non lo permette”, ha rimarcato.

In più se il nome di Foa tornasse in corsa in seguito a “uno scambio elettorale” tra Salvini e Berlusconi in vista delle prossime elezioni regionali, ha rilevato ancora Anzaldi, sarebbe molto grave perchè “vorrebbe dire che Foa non sarebbe un presidente di garanzia”.

“Il presidente della Rai deve essere di garanzia, come stabilito dalla legge, ha ribadito Anzaldi. La sua nomina sulla base di scambi elettorali sarebbe gravissima e in un giudizio certamente i magistrati ne terrebbero conto”.

 

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