Malagò (Coni): lo sport italiano non guarda solo al medagliere, ma alimenta lo sport per tutti

Alla presentazione milanese della prima edizione del Festival dello Sport, rispondendo alla sollecitazione di Urbano Cairo di rilanciare lo sport italiano prendendo ad esempio i risultati che la Gran Bretagna ha conquistato nelle ultime edizione dei Giochi olimpici, il presidente del Coni Giovanni Malagò ha delineato in breve un quadro della situazione dello sport in Italia.

Malago, Cairo e Monti

Malago, Cairo e Monti

“In italia noi facciamo 387 sport diversi: tra i 221 Comitati olimpici del mondo, nessuno fa lo stesso numero di discipline”, ha detto Malagò. “Noi addirittura facciamo anche discipline che ci sono state tramandate dai nonni dei nostri nonni. Finanziamo gli sport tradizionali”.
“Noi abbiamo un movimento di cui non si ha idea”, ha continuato Malagò. “Il Coni oggi è di gran lunga il primo partito italiano: abbiamo 12 milioni di tesserati – 4 milioni alle federazioni, 8 agli enti di promozione – con 140mila associazioni sportive. In Gran Bretagna hanno istituito un dipartimento che non dipende più dal loro Comitato olimpico, ma è demandato a un manager esterno che , consentitemi, non sa nulla di sport. E’ la signora Nicholson a cui lo Stato dà 400 milioni di sterline – esattamente quanto lo Stato italiano dà al Coni da praticamente 20 anni – per alimentare solo quegli sport dove sono competitivi. Così la Gran Bretagna è arrivata nel 2016 al secondo posto, dietro gli Usa, battendo addirittura la Cina. Però se vostra figlia volesse giocare a pallavolo, in Inghilterra non potrebbe farlo: non c’è nemmeno il campionato. Se si vuole giocare a Basket, là non giocano. Non sto parlando della ruzzola. Invece, ritengono di andar bene nel ciclismo? Allora costruiscono 8 velodromi e vincono 13 medaglie d’oro su 14 nel ciclismo in pista. Così nel canottaggio e in altre discipline”.
“E’ un modello diverso dal nostro”, ha concluso il presidente del Coni. “Noi alimentiamo attraverso il Coni lo Sport per tutti, anche per chi la mattina si sveglia e attraverso gli enti di promozione si fa una camminata, anche non troppo veloce. Allora, conta di più il ranking, il medagliere, o quanto ottieni con lo sport praticato? Oggi per quanto riguarda le capacità di investimento – hanno contribuito anche i privati – noi siamo nella top ten dei miracoli. Certo, ci sono sport in cui primeggiamo – come la scherma, il tiro, le discipline natatorie – e altri dove andiamo meno bene, come il calcio e l’atletica leggera…”.

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