Torino saluta Sergio Marchionne. Il ricordo di John Elkann: per me eri un amico (AUDIO)

Grande folla nel Duomo di Torino per ricordare Sergio Marchionne. Accanto ai famigliari del manager scomparso il 25 luglio scorso, alla messa celebrata dall’arcivescovo Cesare Nosiglia hanno preso parte i vertici di Fca e delegazioni dei lavoratori dagli stabilimenti italiani del gruppo, diversi membri delle famiglia Agnelli, della Juventus, ma anche esponenti dell’economia e del mondo politico.

Nel collage (foto Ansa): John e Lavinia Elkann, Andrea Agnelli con alle spalle Pavel Nedved, il ceo di Fca Michael Manley e la delegazione dei lavoratori Ferrari

Commosso il ricordo di John Elkann, accompagnato dalla moglie Lavinia. “Quello che mi ha colpito di te, Sergio, fin dall’inizio sono state le tue qualità umane, la tua generosità e il tuo modo di capire gli altri”, ha detto il presidente di Fca, Ferrari ed Exor.

“In occasioni come questa non si può che parlare della vita. Delle varie forme in cui la vita si manifesta, si scopre, ti sorprende. Guai a sostare un attimo, a tirare il fiato dopo una conquista, perché la vita non si ferma, si muove in continuazione, ed è sempre da scoprire, avanti, più avanti. Mai uguale a se stessa. Imprevedibile, ogni volta, e imprevista. Ho imparato, standoti vicino, Sergio, in tanti anni che la vita non ha un punto d’arrivo oltre il quale non c’è più niente. La tenacia con cui perseguivi una pista che solo tu vedevi e aprivi, tirandoti dietro poi compagni di strada entusiasti. Dicevi ‘Io sono un metalmeccanico’, consapevole che da solo non avresti raggiunto i traguardi che hai tagliato”.

“Per me sei stato una persona con cui confrontami e di cui fidarmi, soprattutto: un amico. Hai insegnato a tutti noi a pensare diversamente. Ad avere il coraggio di cambiare, e di fare. A non aver paura”, ha concluso.

L’audio con il saluto di John Elkann

 

Sergio Marchionne e John Elkann

“A Sergio Marchionne è stato affidato un patrimonio glorioso, nel momento in cui era più gravemente compromesso. C’era bisogno non solo di risanare conti economici ma, insieme, di ricostruire il senso della ‘fabbrica’ in rapporto alla città che con la fabbrica era cresciuta e sulla fabbrica aveva costruito il suo destino di metropoli”, ha affermato l’arcivescovo, nell’omelia, parlando all’assemblea nella quale erano presenti tra gli altri l’ad di Unicredit, Jean Pierre Mustier, il presidente di Brembo, Alberto Bombassei, Marco Tronchetti Provera, Gabriele Galateri con la moglie Evelina Christillin, Carlo De Benedetti, Chiara Appendino e Sergio Chiamparino.

L’interno del Duomo di Torino (foto Primaonline.it)

Definendo il lavoro di Marchionne “uno sprone a non perdere mai la speranza”, l’arcivescovo ha aggiunto “ci ha aiutato a comprendere che dobbiamo continuamente fare i conti con la nostra storia, ma che non dobbiamo aver paura del nuovo, dell’aggiornare i nostri orizzonti; dobbiamo considerare le difficoltà come opportunità su cui scommettere, non accontentandosi mai dei risultati raggiunti ma guardando in avanti verso nuovi e ambiziosi obiettivi. È di questa speranza che Torino oggi ha bisogno per scuotersi dalla sua rassegnazione”, ha chiosato.

La delegazione juventina presente. Tra gli altri si riconoscono Massimiliano Allegri, Beppe Marotta e Giorgio Chiellini

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