‘Pechino Express. Avventura in Africa’. L’adventure game torna su Rai2: “tra reality, comedy e survival”

“Sarà un viaggio travolgente, che attraverserà tutta l’Africa e renderà memorabile questa edizione”: non mancano di enfasi le parole dell’autore e conduttore Costantino della Gherardesca nell’introdurre la nuova edizione di Pechino Express. Avventura in Africa, l’adventure game a metà strada “tra reality, comedy e survival” che inizierà giovedì 20 settembre su Rai2.

Costantino della Gherardesca e Andrea Fabiano (foto Primaonline.it)

Dieci puntate in cui, continua scherzando della Gherardesca, “in cui abbiamo deciso di alzare l’asticella dell’orrore televisivo”, confezionando in dieci puntante per quello che ritiene comunque “l’unico programma di intrattenimento che fa vedere il mondo, una cosa ormai rara e meravigliosa, un modo per conoscere meglio anche se stessi, perché non si può capire l’Italia se non si conosce un po’ del resto del mondo”.

LA PRODUZIONE – Per confezionare Pechino Express – otto coppie in gara per oltre 15mila chilometri percorsi dal Marocco al Sudafrica – sono state impiegate, nell’arco di 6 settimane on the road e circa 1800 ore di riprese, 14 telecamere, 20 micro-camere e un drone. Oltre a una troupe composta da più di un centinaio di persone suddivisa in 15 unità, professionisti provenienti da Italia, Belgio e tutti i Paesi visitati e che ha coinvolto anche operatori locali, per quello che è stato il tragitto più lungo mai realizzato di tutte le edizioni di Pechino Express.

“Una grande macchina produttiva”, commenta Andrea Fabiano, direttoe di Rai2. “Una carovana cosmopolita che porta il pubblico italiano alla scoperta del mondo, in un viaggio che lascia valori e rimette a fuoco la vita delle persone che ne prendono parte”.

“Io arrivo in corsa in questo progetto e forse sono una persona senza patente per raccontarlo nei dettagli, ma ho sempre seguito e apprezzato il programma, che per sua natura di adatta bene a una realtà pubblica come la Rai”, replica Paolo Bassetti, ceo per l’Italia di Banijay Group. “Un prodotto che, come pochi altri, prima si gira e poi si scrive e si racconta”.

Costantino della Gherardesca insieme a Paolo Bassetti  (foto Primaonline.it)

“È importante raccontare soprattutto il posto in cui andiamo a girare”, ribatte il capoprogetto Cristiano Rinaldi. “Perché tutti i giochi e le missioni sono ispirati alla realtà del posto, in questo caso – tra Marocco, Tanzania e Sudafrica – un territorio duro ma molto, molto bello. Inoltre, questa edizione è rafforzata da nuove dinamiche di gioco che fanno emergere il vero animo delle coppie in gara, che sono costrette a raccontarsi e raccontare le proprio strategie, anche con una certa cattiveria”, perché per esempio è cambiato il meccanismo delle eliminazioni: “Non le ultime due, ma le ultime tre coppie arrivate al traguardo saranno a rischio eliminazione, e sarà il gruppo a decidere chi eliminare, con la possibilità alla coppia vincitrice di salvarne un’altra”.

LA GARA – Le coppie dovranno spostarsi da una tappa all’altra contando solamente sulla propria resistenza fisica, sull’intraprendenza, sulla capacità di adattamento. Avranno a disposizione uno zaino con una dotazione minima e 1 euro al giorno a persona in valuta locale. Dovranno affrontare sfide, superare prove e arrivare alla meta finale. Alla coppia vincitrice spetta un premio in denaro da devolvere all’organizzazione non governativa Amref per attività benefiche nel continente.

“Viaggio significa dialogo”, dice ancora della Gherardesca. “Ed è la cosa più bella della vita. In questo, Pechino Express è un ottimo esempio. E, da programma di intrattenimento qual è, ha un compito preciso: quello di far divertire”.

Da sinistra, Cristiano Rinaldi, Paolo Bassetti, Costantino della Gherardesca, Andrea Fabiano  (foto Primaonline.it)

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