Olimpiadi 2026, Giorgetti: la candidatura dell’Italia è morta qui

Sulla candidatura dell’Italia a ospitare le Olimpiadi invernali del 2016, arriva la bocciatura del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti: “La proposta è morta qui”, è il commento lapidario espresso oggi sul mancato accordo per le città di Torino, Milano e Cortina. Parole, queste, pronunciate in apertura dell’audizione davanti alla commissione Istruzione del Senato.

Giancarlo Giorgetti (Foto Ansa/ANGELO CARCONI)

“La candidatura così non può andare avanti”, ha detto. “Io ritengo che una cosa così importante come la candidatura olimpica deve prevedere uno spirito di condivisione che non ho rintracciato tra le tre città. Per questo il governo non ritiene che una candidatura così come formulata possa avere ulteriore corso. Questo tipo di proposta non ha sostegno del governo, è morta”.
E ancora: “Io ovviamente giudico negativamente questa situazione”, ha proseguito il sottosegretario.”A lungo, fino a ieri, è stata discussa la proposta della candidatura condivisa. Sono stati approfonditi vari aspetti, cercando un minimo comune denominatore tra le tre città proponenti. L’obiettivo era duplice: avere un’unica gestione evento a livello nazionale presso Presidenza del consiglio, che gestiva si soldi, e avere una partecipazione paritetica tra le tre candidate senza che nessuna prevalesse. Su si è innescato un dibattito che non ha portato a soluzione”.

Giorgetti, esponente di spicco della Lega, stava lavorando a una soluzione che mettesse d’accordo tuttti, in primo luogo Milano, Torino e Cortina, il tris di comuni che avrebbero dovuto ospitare le agognate Olimpiadi. “Ma sono prevalsi i dubbi, addirittura forme di sospetto, invece che collaborazione per arrivare a una soluzione condivisa”. “È anche un mio fallimento personale”. Il Governo ha comunicato la sua decisione al Coni, che domani a Losanna incontrerà il Cio e formalizzerà la rinuncia dell’Italia.

LE REAZIONI – Le parole di Giorgetti hanno innescato, da subito, le reazioni del mondo politico e istituzionale dello sport, a partire da Luca Zaia, presidente del Veneto, che  sembra deciso a non mollare la presa e anzi rilancia con l’idea di proseguire il lavoro puntando sul tandem Lombardia-Veneto.
“Sarà abbandonato il tridente, mia creatura, ma adesso ci sia una falange macedone con la Lombardia”, ha detto. “Prendo atto”, ha proseguito Zaia, “del gran lavoro che ha fatto Giorgetti e lo ringrazio perché ci ha messo l’anima. Questa esperienza non va buttata via: ci sono due dossier e credo che basti fare, e vada fatto, un semplice collage, in un contesto internazionale in cui ci sono altre tre candidature e dove spero che ci sarà anche l’Italia con Cortina e Milano. Spero infatti che il Governo valuti l’opzione di una candidatura a due, perché altri hanno altre opportunità, ma per noi c’è solo la neve e quindi la candidatura alle Olimpiadi invernali è irrinunciabile”.
Riguardo alla collaborazione con la Lombardia, Zaia spiega di aver sentito il collega Fontana, governatore della Lombardia. “Prendo atto che il nostro partner è la Lombardia – ha sottolineato – e chiediamo ufficialmente a Governo e Coni di prendere in considerazione l’idea di portare avanti la nostra sfida”.

GIORGETTI RISPONDE A ZAIA – “Se Lombardia e Veneto vogliono andare insieme, se ne faranno carico loro anche in termini di oneri. In caso di candidatura tridente il Governo avrebbe messo le garanzie, in questo caso non ci saranno ma dovranno fornirle loro. Se poi anche Torino volesse… deciderà il Coni”. Così il sottosegretario Giorgetti, a margine dell’audizione in Senato.

DI MAIO ATTACCA IL CONI – Il vice premier Luigi Di Maio, da parte sua, affonda il colpo contro il Coni attraverso un post su Instagram: “Grazie a Giancarlo Giorgetti per il lavoro fatto sulle Olimpiadi. La verità è che in questa vicenda abbiamo purtroppo pagato l’atteggiamento del Coni che, nel tentativo di non scontentare nessuno, non ha avuto il coraggio di prendere una decisione chiara sin dall’inizio, creando una situazione insostenibile in cui come al solito si sarebbero sprecati soldi dello Stato. A questo punto chi vorrà concorrere dovrà provvedere con risorse proprie”

CHIAMPARINO IN POLEMICA, SALA VUOLE APPROFONDIRE – Tra le reazioni del mondo politico si registrano anche le parole di Sergio Chiamparino, presidente del Piemonte, e del sindaco di Milano, Beppe Sala.
“Non mi risulta che il Cio possa accettare candidature che non abbiano l’esplicito sostegno del Governo”, ha detto Chiamparino. “Ma se dovesse andare avanti una candidatura Veneto-Lombardia con il sostegno del Governo, saremmo di fronte a una manovra per tagliare fuori il Piemonte, manovra che la componente pentastellata non ha saputo fermare, neanche per difendere gli interessi di una città la cui sindaca è una esponente di primo piano del M5s”.
Mentre il primo cittadino di Milano, riprendendo la proposta di Luca Zaia, ha ribattuto: “La proposta di Zaia e Fontana merita un rapido approfondimento. La mia posizione è nota, ma questa soluzione può funzionare”, ha scritto in un tweet.

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